Rientro scolastico

Scuole italiane, climatizzazione ancora assente nella maggioranza

Oltre il 90% degli edifici non dispone di impianti, secondo dati ministeriali analizzati da Tuttoscuola

Scuole italiane, climatizzazione ancora assente nella maggioranza

Il caldo intenso degli ultimi mesi riporta l’attenzione sulle condizioni degli edifici scolastici italiani in vista del ritorno degli studenti in aula. Nonostante la crescita registrata negli ultimi anni, la climatizzazione resta una presenza limitata: nell’anno scolastico 2024-2025 risultavano dotati di condizionatori appena 2.835 edifici su 39.351 censiti.

La crescita degli impianti

Il dato, pari al 7,2% del totale, emerge da un’analisi di Tuttoscuola condotta sui numeri disponibili nel portale del ministero dell’Istruzione. La quota è aumentata rispetto agli anni precedenti, ma indica che più di nove strutture su dieci non dispongono ancora di sistemi di questo tipo.

Nel 2020-2021 gli edifici scolastici dotati di impianti erano 1.593, equivalenti al 3,95% del totale. Il numero è salito a 2.116 nell’anno successivo, a 2.509 nel 2022-2023 e a 2.730 nel 2023-2024, fino a raggiungere il valore dell’ultima rilevazione disponibile.

Il quadro appare ancora più ampio se si considerano le singole aule. Sulle 365.973 classi prese in esame per il 2024-2025, circa 26.350 potrebbero essere climatizzate, mentre quasi 340mila ne sarebbero prive. Si tratta tuttavia di una stima, non di un censimento effettuato aula per aula: il calcolo è stato ottenuto applicando alle classi la percentuale rilevata per gli edifici.

I limiti dei dati e il calendario

La stessa fonte richiama una precisazione metodologica. Il portale ministeriale non registra in modo esplicito la presenza di apparecchi destinati al raffrescamento, ma indica gli edifici dotati di condizionatori a ventilazione. Tuttoscuola ha considerato tali impianti utilizzabili anche per ridurre la temperatura degli ambienti, ai fini della propria analisi.

La questione torna d’attualità con l’avvicinarsi dell’inizio dell’anno scolastico. Le prime campanelle suoneranno il 7 settembre nella provincia autonoma di Bolzano, mentre il rientro sarà più avanti in altre aree, fino al 17 settembre in Puglia. Il calendario italiano prevede una pausa estiva di circa 97 giorni, tra le più lunghe d’Europa.

Il ritorno posticipato può ridurre in parte l’esposizione degli studenti alle temperature più elevate dell’estate. Il prolungarsi delle ondate di caldo anche a settembre, però, mantiene aperto il problema delle condizioni termiche nelle aule. Con la climatizzazione presente soltanto in una quota ridotta delle strutture, l’adattamento degli edifici scolastici alle nuove condizioni climatiche resta una questione rilevante per l’organizzazione delle attività didattiche.