Norme europee

Imballaggi, il nuovo quadro Ue preoccupa le imprese

Oltre 40mila attività artigiane coinvolte tra conformità, Pfas, vendite online e oneri amministrativi.

Imballaggi, il nuovo quadro Ue preoccupa le imprese

Dal 12 agosto sono entrate in applicazione le prime disposizioni del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, noto come PPWR. Il provvedimento apre una fase di adeguamento che interessa anche una parte consistente del sistema artigiano piemontese, chiamato a verificare procedure, documentazione e responsabilità lungo la filiera.

Secondo la stima di Confartigianato Imprese Piemonte, sono oltre 40mila le imprese artigiane attive in comparti potenzialmente coinvolti. Tra queste figurano attività alimentari, aziende del legno-arredo, imprese della moda e della cosmetica, realtà della meccanica e numerose altre imprese manifatturiere. La platea di quelle effettivamente soggette ai diversi adempimenti sarà tuttavia articolata e dipenderà dal tipo di imballaggio, dalle modalità di vendita e dal ruolo ricoperto nella catena produttiva e commerciale.

Adempimenti diversi in base alla filiera

Il nuovo quadro normativo riguarda, tra gli altri casi, gli imballaggi impiegati per prodotti destinati al mercato nazionale, quelli autoprodotti, le confezioni collegate alle esportazioni e i materiali utilizzati nelle vendite a distanza verso altri Paesi dell’Unione europea. Anche la vendita diretta può comportare obblighi differenti, in funzione del mercato di destinazione e delle caratteristiche dell’attività.

Per le imprese artigiane, la novità comporta soprattutto una maggiore attenzione alla conformità degli imballaggi, alla documentazione tecnica e alle dichiarazioni richieste. L’aggravio rischia di pesare in particolare sulle microimprese, spesso prive di strutture amministrative dedicate e di competenze tecniche interne. Ogni azienda dovrà quindi valutare la propria posizione nella filiera e stabilire se sia tenuta a occuparsi direttamente delle dichiarazioni di conformità.

Il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici, sottolinea la complessità dell’adeguamento in un tessuto produttivo caratterizzato da filiere differenti. Secondo Felici, resta da chiarire anche se le imprese con sede fuori dall’Unione europea saranno sottoposte agli stessi obblighi. L’associazione lamenta inoltre l’assenza di atti delegati e norme tecniche sufficientemente definite, elementi che renderebbero più difficile per le realtà di minori dimensioni orientarsi tra gli adempimenti.

Limiti ai Pfas e vendite online

Dal 12 agosto sono scattati anche specifici limiti alla presenza di Pfas negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Il Regolamento Ue 2025/40 vieta l’immissione sul mercato delle confezioni quando le concentrazioni raggiungono o superano le soglie stabilite. Per il comparto alimentare, la verifica dei materiali assume quindi rilievo non solo rispetto alla conformità normativa, ma anche per la sicurezza, la conservazione e la qualità del prodotto.

Confartigianato richiama la necessità di rapporti chiari tra imprese e fornitori, con garanzie e documenti facilmente disponibili sulla conformità dei materiali. L’obiettivo indicato è evitare che le piccole attività debbano sostenere controlli e oneri tecnici sproporzionati rispetto alle proprie dimensioni. Le ripercussioni potrebbero riguardare soprattutto le imprese più strutturate, in particolare quelle che operano anche sui mercati esteri.

Un ulteriore ambito interessato è quello del commercio elettronico. Le vendite a distanza dirette verso altri Paesi dell’Unione rientrano tra i casi in cui il regolamento assume particolare rilevanza. Le imprese che vendono online dovranno prestare attenzione alla quantità e alla tipologia dei materiali impiegati per le spedizioni, riducendo, quando possibile, l’uso di confezioni sovradimensionate e di imballaggi non necessari.