Il Comitato Salvaguardia Allevatori Vco, guidato dalla presidente Gesine Otten, critica la decisione della Prefettura del Verbano Cusio Ossola di trasmettere ai Comuni della provincia l’opuscolo Ho visto un lupo – buone norme di comportamento. Secondo l’associazione, il materiale sarebbe stato diffuso come riferimento per affrontare eventuali avvistamenti, ma conterrebbe indicazioni ormai datate e non adeguate alla situazione descritta dagli allevatori.
In una nota, Otten esprime disappunto per l’utilizzo di un documento che, a suo dire, risale a quattro anni fa. Il comitato sostiene che alcune delle raccomandazioni contenute nel volantino determinerebbero una limitazione delle libertà dei cittadini, senza però offrire una risposta efficace agli episodi di presenza dei grandi predatori in prossimità delle abitazioni e delle attività umane. La presidente contesta inoltre il riferimento a un materiale collegato al progetto LifeWolfAlps, definito lontano dalla realtà italiana.
Le critiche sulla presenza nei centri abitati
Il comitato richiama diversi episodi di aggressioni attribuite a lupi ai danni di persone, animali domestici e bestiame. Nella nota vengono citati i casi di bambini coinvolti a Noicattaro, Roma, San Salvo, Casalbordino e Vasto. Gli allevatori sostengono che le indicazioni contenute nell’opuscolo non sarebbero state sufficienti in situazioni verificatesi improvvisamente, anche in contesti urbani o sulla spiaggia. Le circostanze e la ricostruzione degli episodi sono riportate dall’associazione a sostegno della propria posizione.
Tra gli esempi indicati figura Noicattaro, dove, secondo il comitato, dall’8 agosto le aree verdi urbane restano interdette dalle 21 alle 6 per ragioni di pubblica sicurezza. La nota aggiunge che gli animali responsabili degli episodi non sarebbero ancora stati catturati o abbattuti. Gli allevatori respingono quindi l’idea che la presenza dei lupi nei paesi, nei cortili, nei giardini e nelle stalle debba essere considerata normale e che il problema principale consista nei comportamenti dei cittadini.
La richiesta di un confronto con la Prefettura
Nel documento viene richiamata anche la diversa disciplina prevista per i cani di proprietà. Il comitato osserva che i proprietari sono soggetti a obblighi e sanzioni quando l’animale si allontana dall’abitazione, viene trovato senza guinzaglio o non è identificato con microchip. Otten ricorda inoltre che il lupo è inserito nell’allegato A del decreto ministeriale 19/96 tra le specie selvatiche considerate pericolose per la salute e l’incolumità pubblica.
La presidente contesta anche la classificazione dei lupi urbani elaborata nell’ambito del progetto LifeWolfAlps, che distingue tra animali stabilmente presenti nei centri abitati, esemplari adattati alle attività dei paesi ma con tane esterne e soggetti di passaggio. A giudizio del comitato, questa impostazione sarebbe il risultato di una politica sulla gestione dei grandi predatori ritenuta sbagliata e non sufficientemente attenta alle conseguenze per residenti e allevatori.
La questione è stata affrontata durante l’incontro in Prefettura del 19 novembre 2025, al quale hanno partecipato la dottoressa Matilde Pirrera, rappresentanti delle forze dell’ordine, comandanti, esponenti del Parco e sindaci. Al termine della riunione, riferisce il comitato, il prefetto avrebbe chiesto di aprire un canale informativo con le associazioni di categoria e avrebbe annunciato un incontro con i rappresentanti degli allevatori. L’associazione sollecita ora una convocazione in tempi brevi per portare testimonianze dirette e contribuire alla definizione di una strategia comune sulla convivenza con grandi predatori e cinghiali nel territorio del Vco.