Si è svolto a Intra, nel territorio di Verbania, il flash mob organizzato dal Presidio per la Palestina di Verbania nella giornata di mercoledì 9 settembre. L’iniziativa si è tenuta in contemporanea con analoghe mobilitazioni promosse in diverse città italiane, tra cui Roma, Milano, Torino, Genova, Firenze, Brindisi, Catania e Palermo.
La manifestazione rientrava nella giornata di protesta nazionale promossa dalla rete #NoBavaglio, alla quale hanno aderito organizzazioni sociali, sindacati, movimenti per la pace, comunità ebraiche e cattoliche, rappresentanti del mondo della scuola e dell’università. Al centro della contestazione c’è il disegno di legge contro l’antisemitismo attualmente discusso dalla Commissione Affari Costituzionali.
La contestazione al disegno di legge
Il provvedimento è stato promosso dai parlamentari Maurizio Gasparri, di Forza Italia, e Massimiliano Romeo, della Lega. Secondo i promotori del presidio, il testo si basa sulla definizione di antisemitismo elaborata dall’Ihra, l’International Holocaust Remembrance Alliance, e rischierebbe di assimilare la critica alle politiche del governo israeliano all’antisemitismo.
In una dichiarazione diffusa durante la mobilitazione, il Presidio verbanese ha definito il disegno di legge una norma bavaglio. Secondo gli organizzatori, la sua approvazione potrebbe portare a perseguire chi denuncia quelle che il movimento definisce politiche coloniali, violazioni dei diritti umani, pulizia etnica, apartheid e genocidio nei confronti del popolo palestinese. Si tratta di valutazioni espresse dai promotori dell’iniziativa.
Nel corso dell’intervento è stata inoltre richiamata la decisione della Gran Bretagna e di altri undici Paesi di imporre sanzioni contro Israele per la situazione denunciata in Cisgiordania. L’Italia, secondo quanto riportato dal presidio, non figura tra gli Stati che hanno adottato la misura. Gli organizzatori hanno sostenuto che le proteste pubbliche e il boicottaggio dei prodotti israeliani possano contribuire a orientare le decisioni dei governi.
Le prossime iniziative
Il Presidio per la Palestina ha ribadito che la critica alle azioni e alla condotta di uno Stato deve rimanere, a suo giudizio, un diritto garantito in un sistema democratico. Il gruppo ha inoltre distinto l’antisionismo dall’antisemitismo e ha osservato che il testo potrebbe coinvolgere anche intellettuali, storici e cittadini di religione ebraica critici verso le politiche dello Stato d’Israele.
Il calendario del movimento prevede un nuovo appuntamento sabato 12 settembre, con un banchetto informativo al Cantiere di Possaccio in occasione dell’inaugurazione. Il presidio ha annunciato inoltre iniziative pubbliche ogni sabato nelle piazze, dalle 16 alla mezzanotte, con l’obiettivo dichiarato di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione nella Striscia di Gaza e nei territori palestinesi.