Governance contestata

Pd Vco: «Accordo di potere» nel Distretto dei Laghi

Vitale e Brezza criticano il peso piemontese, il voto ponderato e il nuovo Cda dell’ente.

Pd Vco: «Accordo di potere» nel Distretto dei Laghi

Il Partito Democratico del Vco contesta l’esito dell’assemblea del Distretto Turistico dei Laghi, che ha portato Antonio Longodorni alla presidenza. Emanuele Vitale, capogruppo del Pd in Provincia, e Riccardo Brezza, segretario provinciale del partito, definiscono la nuova governance il risultato di una «spartizione tra Lega e Fratelli d’Italia» e annunciano un’attività di vigilanza sulle scelte dell’ente.

Secondo i due esponenti dem, l’elezione non sarebbe stata il frutto di una reale convergenza delle realtà del territorio, come invece sostenuto nelle prime dichiarazioni pubbliche dal neo presidente. Vitale e Brezza parlano di un accordo di potere definito lontano dai laghi e dalle valli del Verbano-Cusio-Ossola, contestando così la ricostruzione dell’assemblea come espressione condivisa delle diverse aree interessate dal Distretto.

Il ruolo della Regione

Al centro della presa di posizione c’è il ruolo della Regione Piemonte, che detiene il 39,71% della compagine sociale. Per il Pd, il peso regionale avrebbe inciso in modo determinante sull’esito della votazione. In assemblea la Regione era rappresentata dal sottosegretario Alberto Preioni.

Il partito mette inoltre in discussione il consenso vicino al 90% rivendicato per la nuova governance. Il dato, sostengono Vitale e Brezza, dovrebbe essere valutato tenendo conto del sistema di voto ponderato, nel quale il peso delle singole espressioni non coincide necessariamente con il numero delle persone presenti. A sostegno della propria lettura, il Pd cita Elena Poletti, componente uscente che, considerando le preferenze attribuite dalle singole teste presenti in assemblea, avrebbe ottenuto il risultato più alto, senza però prevalere secondo il meccanismo previsto.

La composizione del consiglio

Le critiche riguardano anche il nuovo consiglio di amministrazione. La cinquina individuata, secondo il Pd, non rappresenterebbe in modo adeguato le aree che alimentano i flussi turistici del territorio, ma rifletterebbe gli equilibri politici tra Lega e Fratelli d’Italia. Tra i cinque componenti, sottolineano i dem, soltanto Flavio Cattaneo, albergatore di Ghiffa, sarebbe espressione del Verbano.

Nel mirino del partito c’è anche la decisione di non confermare i componenti del precedente consiglio di amministrazione. Vitale e Brezza ritengono che il rinnovo abbia comportato l’azzeramento di competenze e del lavoro svolto negli anni, a favore di logiche legate agli schieramenti politici. La contestazione si estende infine all’organo di revisione: secondo quanto riferito dal Pd, la Regione avrebbe indicato anche un proprio tecnico di fiducia proveniente dal Cuneese.

«Il Distretto Turistico non può essere una succursale della politica regionale di centrodestra», concludono i due rappresentanti democratici, chiedendo trasparenza nelle decisioni dell’ente e annunciando controlli sull’operato della nuova gestione.