Venerdì 18 settembre alle 17.30, alla Casa della Resistenza di Verbania, sarà presentato il volume di Sergio Favretto intitolato Non solo neutralità. Il ruolo della Svizzera nella Resistenza italiana. 1943-1945, pubblicato da Mursia. L’autore dialogherà con Andrea Pozzetta. L’ingresso all’incontro è libero e gratuito.
Il confine durante la guerra
Il volume ricostruisce il ruolo svolto dalla Svizzera durante la Seconda guerra mondiale, andando oltre la sua neutralità istituzionale. In particolare, i cantoni meridionali, i militari, le guardie di frontiera e parte della popolazione offrirono sostegno a persone coinvolte nella lotta contro il nazifascismo.
Il confine italo-svizzero, lungo 744 chilometri, rappresentò una via di passaggio per migliaia di persone: ex prigionieri alleati, soldati italiani, antifascisti, giovani renitenti alla leva, partigiani, perseguitati politici ed ebrei in fuga. Oltrepassata la frontiera, molti trovarono ospitalità, soccorso, formazione e occasioni di confronto culturale, elementi che alimentarono anche l’attività della Resistenza italiana.
Documenti e testimonianze
Sergio Favretto, avvocato e già giudice onorario al Tribunale di Torino, da anni studia la storia della Resistenza attraverso un approccio giuridico. La sua ricerca utilizza fonti diverse, tra cui archivi, fotografie, memorie e diari. Nel lavoro storico, spiega l’autore, è necessario raccogliere e analizzare un ampio insieme di elementi, come avviene nelle attività investigative e difensive del diritto penale.
Con questo metodo è stato realizzato Non solo neutralità, che prende in esame documenti inediti, testimonianze, immagini, diari e memorie. L’indagine riguarda la Svizzera come meta dei fuggiaschi, ma anche il suo ruolo nell’organizzazione della Resistenza e delle repubbliche partigiane.
Un ulteriore capitolo del volume è dedicato alla funzione della Confederazione come crocevia strategico per i servizi segreti alleati Oss e Soe. La presentazione è organizzata in occasione dell’82° anniversario della repubblica partigiana dell’Ossola e offrirà l’occasione per approfondire i rapporti tra il territorio di confine, le reti di sostegno e la lotta di Liberazione.