Enti montani

Indennità dei sindaci, Uncem chiede flessibilità al Viminale

La richiesta riguarda l’uso del fondo statale anche per chi non riceve l’importo mensile massimo

Indennità dei sindaci, Uncem chiede flessibilità al Viminale

Uncem, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, chiede al Viminale maggiore flessibilità nell’utilizzo del fondo statale destinato alle indennità dei sindaci dei piccoli comuni. La richiesta è contenuta in una nota diffusa dall’associazione, che sollecita una modifica della normativa vigente.

Secondo Uncem, gli enti locali dovrebbero poter utilizzare il contributo ministeriale anche quando il sindaco non percepisce la massima indennità mensile prevista. L’associazione ritiene quindi necessario consentire ai comuni di definire autonomamente l’importo delle indennità per le cariche politiche, senza perdere il sostegno economico statale.

La richiesta di modifica normativa

La modifica, nelle intenzioni dell’organizzazione, dovrebbe essere inserita nel Decreto legge sulla Pubblica amministrazione attualmente in conversione. Il punto indicato come prioritario riguarda proprio la possibilità di mantenere il contributo del Ministero dell’Interno anche per gli amministratori che scelgono o ricevono un’indennità inferiore al limite massimo.

Uncem chiede che il fondo non venga tagliato, ridotto o eliminato nei casi in cui l’indennità riconosciuta sia più contenuta. L’obiettivo dichiarato è lasciare ai comuni un margine di scelta nella determinazione degli emolumenti, mantenendo al tempo stesso l’accesso alle risorse ministeriali.

Il ruolo dei piccoli comuni

La posizione dell’associazione si inserisce nel dibattito sulle condizioni amministrative e finanziarie dei piccoli enti locali, chiamati a sostenere i costi delle cariche elettive in contesti spesso caratterizzati da risorse limitate. Uncem richiama la disciplina modificata dall’inizio dell’anno e auspica un correttivo che permetta di conservare l’impostazione applicata negli ultimi anni.

La nota si rivolge al Ministero dell’Interno e al legislatore, ai quali viene chiesto di garantire ai comuni la facoltà di modulare le indennità senza perdere il contributo statale. Uncem affida la soluzione a un intervento normativo nel corso dell’iter di conversione del decreto, invocando un’applicazione della disciplina più elastica per gli amministratori dei territori montani e dei centri di minori dimensioni.