Sanità pubblica

Fials contro la proposta delle Regioni su mensa e buoni pasto

Il sindacato chiede un tavolo con esecutivo e parti sociali per fermare il contenzioso e reperire risorse.

Fials contro la proposta delle Regioni su mensa e buoni pasto

La Fials contesta le proposte della Conferenza delle Regioni sul riconoscimento del servizio mensa o del buono pasto sostitutivo per il personale del Servizio sanitario nazionale. Al centro della disputa c’è un documento approvato il 10 settembre e presentato in Conferenza Unificata, nel quale le Regioni chiedono una norma capace di escludere ogni automatismo tra il superamento delle sei ore di lavoro, il diritto alla pausa e l’accesso alla mensa o al buono pasto.

Il nodo dell’interpretazione normativa

Secondo la Fials, la proposta non rappresenta la soluzione al problema. Il sindacato sostiene che il diritto dei lavoratori trovi conferma in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato e sottolinea come la stessa Conferenza delle Regioni riconosca il progressivo rafforzamento delle decisioni favorevoli al personale. Per il sindacato, dunque, non si tratta di una materia ancora incerta, ma di una questione sulla quale numerosi giudici si sono già espressi.

La richiesta di una norma di interpretazione autentica, osserva la Fials, rischierebbe di modificare retroattivamente il quadro giuridico sul quale migliaia di lavoratori hanno avviato le proprie azioni e sul quale sono state pronunciate sentenze favorevoli. La questione, aggiunge l’organizzazione, non avrebbe soltanto una dimensione economica: sarebbero in gioco la certezza del diritto e l’effettività della tutela giudiziaria.

La richiesta di un confronto

Nel documento delle Regioni viene inoltre evidenziato che la prosecuzione dei giudizi potrebbe esporre enti e aziende sanitarie a ulteriori costi, tra somme dovute ai dipendenti, spese legali e possibili conseguenze processuali. La Fials ritiene però che il problema non possa essere risolto intervenendo sui diritti dei lavoratori. La strada indicata dal sindacato è la definizione di regole chiare, accompagnate dalle risorse necessarie e dal coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

Per questo la Fials chiede l’apertura immediata di un confronto con il Governo e con le Regioni, sostenendo che anche queste ultime debbano assumersi la propria parte di responsabilità nel finanziamento del servizio mensa o del buono pasto sostitutivo. Secondo l’organizzazione, continuare a rinviare una soluzione costringerebbe il personale a rivolgersi ai tribunali per ottenere quanto già riconosciuto dalla giurisprudenza, facendo aumentare anche gli oneri per le aziende sanitarie.

La richiesta conclusiva è il ritiro degli emendamenti e la convocazione di un tavolo con il Governo e con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e firmatarie del contratto collettivo nazionale. L’obiettivo indicato dalla Fials è arrivare a una soluzione finanziata e condivisa, capace di riconoscere le spettanze dei lavoratori e di chiudere un contenzioso definito lungo e oneroso.