Confronto associativo

Felici: «La legge sull’artigianato va aggiornata»

Il presidente regionale contesta l’impostazione di Confindustria e difende la crescita delle attività con 49 addetti

Felici: «La legge sull’artigianato va aggiornata»

La Legge Quadro sull’artigianato deve essere aggiornata perché non rispecchia più l’evoluzione del settore. È la posizione espressa da Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, intervenuto in replica alle dichiarazioni dei vertici di Confindustria sulla riforma della disciplina che regola le imprese artigiane.

Secondo Felici, la normativa ha più di quarant’anni e deve essere rivista non soltanto alla luce dei parametri europei, ma anche per adeguarla ai cambiamenti intervenuti nei processi produttivi. Nel frattempo, le attività artigiane hanno dovuto affrontare il ricambio generazionale, la necessità di competere sui mercati esteri e l’introduzione di tecnologie avanzate.

Una definizione legata anche al territorio

Nel ragionamento del presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, la dimensione aziendale non può essere l’unico criterio per definire un’impresa artigiana. A concorrere alla sua identità sono anche l’apporto diretto del titolare al lavoro e il legame con i paesi, le città e i piccoli centri nei quali l’attività opera.

Un limite basato esclusivamente sul numero degli addetti, sostiene Felici, rischierebbe di danneggiare un’intera filiera e di penalizzare le realtà che intendono crescere ampliando il proprio mercato. Per questo, la revisione della disciplina viene presentata come una questione di adeguamento normativo, ma anche di riconoscimento del ruolo svolto dalle imprese artigiane nei territori.

La replica alla posizione di Confindustria

Felici giudica miope e obsoleta la visione attribuita a Confindustria, perché ancora legata a un modello di artigianato che, a suo avviso, non corrisponde più alla realtà. Le imprese del comparto, osserva, si sono trasformate: accanto alla tradizione utilizzano strumenti di intelligenza artificiale, adottano processi digitali e possono aumentare le proprie dimensioni mantenendo la natura artigiana.

La richiesta di Confartigianato Imprese Piemonte è quindi un ammodernamento della Legge Quadro capace di sostenere la crescita senza alterare la specificità del settore. Felici precisa che non vengono sollecitati interventi tali da creare distorsioni della concorrenza tra imprese che operano sullo stesso mercato, ma il riconoscimento della dimensione aziendale come elemento compatibile con l’artigianato contemporaneo.

Secondo il presidente, le modifiche proposte non determinerebbero né disparità di trattamento tra imprese né un aggravio per il bilancio dello Stato. Felici respinge inoltre il rischio di dumping salariale legato all’eventuale passaggio delle imprese con 49 addetti al contratto nazionale del lavoro artigiano, sottolineando che il relativo Ccnl prevede tutele e welfare per i lavoratori.