Le piscine del Piemonte rischiano di interrompere l’attività a causa dell’aumento dei costi energetici. A lanciare l’allarme è Marco Sublimi, presidente di GES.PI., l’Associazione Gestori Piscine Piemonte, e vicepresidente di Congepi, secondo cui senza interventi immediati e strutturali numerosi impianti potrebbero non riuscire a proseguire il servizio.
Il problema riguarda strutture che richiedono consumi elevati e continui. L’elettricità alimenta pompe, sistemi di filtrazione e trattamento dell’acqua, ventilazione e illuminazione. Il gas metano viene invece utilizzato per riscaldare l’acqua delle vasche e gli ambienti. Per questo, secondo i gestori, il contemporaneo aumento delle due principali fonti energetiche sta mettendo sotto pressione la sostenibilità economica degli impianti.
Gli aumenti di elettricità e gas
I dati indicati dall’associazione fotografano un forte incremento dei prezzi. Per l’energia elettrica, il riferimento al PUN del GME passa da una media di 109,08 euro per MWh a settembre 2025 a 209,30 euro per MWh il 24 settembre 2026. La differenza è di 100,22 euro per MWh, pari a un aumento del 91,9 per cento.
Ancora più marcata, nelle cifre fornite, è la variazione del gas. Il prezzo medio del PSV passa da circa 0,373 euro per Smc, equivalenti a circa 35 euro per MWh, a settembre 2025, a 0,841 euro per Smc, pari a circa 78,80 euro per MWh, nel settembre 2026. L’incremento indicato è di 0,468 euro per Smc, superiore al 125 per cento.
La richiesta alle istituzioni
Sublimi sottolinea che GES.PI. lavora da tempo per contenere i costi e mantenere l’equilibrio economico degli impianti, ma ritiene che gli interventi dei singoli gestori non siano più sufficienti. Congepi, riferisce il vicepresidente, ha già avviato contatti con il Governo per chiedere misure e ristori d’emergenza a livello nazionale.
L’appello riguarda anche il territorio piemontese. Il presidente dell’associazione invita la Regione Piemonte, ANCI e i sindaci dei Comuni che ospitano una piscina a incontrarsi in tempi rapidi. La richiesta è l’apertura di un tavolo comune per individuare soluzioni straordinarie e sostenere impianti considerati rilevanti per la salute, la riabilitazione, lo sport, l’inclusione e la vita sociale delle comunità.