Il turismo nelle strutture rurali continua a crescere in Italia. Nell’arco di dieci anni, le notti trascorse negli agriturismi sono aumentate dell’85%, un ritmo superiore di oltre tre volte alla media nazionale. Il dato emerge da un’analisi di Coldiretti e Campagna Amica, che segnala anche il peso crescente della clientela internazionale.
Il Piemonte guida l’andamento estivo
Nel quadro nazionale spicca il risultato del Piemonte, che a luglio ha registrato il maggiore incremento delle presenze turistiche in Italia. L’aumento è stato del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando il ruolo della regione nella crescita del comparto durante la stagione estiva.
Le stime indicano inoltre la possibilità che nel 2026 l’agriturismo italiano superi i risultati raggiunti l’anno precedente. Nel 2025 il settore aveva registrato 5,1 milioni di arrivi e 18,3 milioni di presenze. A sostenere l’espansione è soprattutto la domanda proveniente dall’estero: nell’ultimo decennio le notti trascorse da visitatori stranieri sono aumentate del 119% e oggi rappresentano oltre il 60% del totale.
Più stranieri e investimenti digitali
Accanto ai mercati tradizionali si stanno rafforzando nuovi flussi internazionali. Quello statunitense ha fatto segnare una crescita del 147%, mentre acquistano maggiore rilevanza anche Corea del Sud, Brasile, Cina e India. L’evoluzione della domanda sta spingendo le aziende a rinnovare modalità di gestione e servizi dedicati agli ospiti.
Secondo il primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole realizzato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, il 37% degli agriturismi ha investito nella digitalizzazione. Gli interventi riguardano la gestione dell’attività e dei servizi di accoglienza, con l’obiettivo di accompagnare la crescita del settore mantenendo le caratteristiche dell’ospitalità rurale.
Per Coldiretti Piemonte, la competitività del comparto dipende dalla capacità di affiancare strumenti digitali e innovazione alla tradizione, sostenendo in particolare le aziende più piccole e quelle guidate da giovani imprenditori. L’organizzazione interpreta i risultati come un segnale della crescente professionalizzazione degli agriturismi e della loro capacità di adeguare l’offerta ai cambiamenti dei flussi turistici.