All’ospedale Castelli di Verbania si è svolta la Giornata del Caregiver oncologico, un momento di confronto dedicato alle persone che affiancano i malati durante il percorso di cura. L’iniziativa si è tenuta nel pomeriggio nella sala intitolata alla dottoressa Annalisa Luraschi, al quarto piano della struttura, ed è stata organizzata dall’Asl Vco insieme alle associazioni Lilt, Angeli dell’Hospice e Amici dell’Oncologia.
Il caregiver è spesso un familiare, ma può essere anche un volontario o un’altra persona vicina al paziente. Il suo compito consiste nell’accompagnamento alle cure e nel mantenimento della continuità tra l’ospedale e la vita quotidiana. I volontari delle associazioni presenti sul territorio assicurano già un supporto agli ammalati oncologici e alle loro famiglie.
Un ruolo tra ospedale e domicilio
Durante l’incontro, il primario di oncologia Mario Franchini ha sottolineato il valore del caregiver per il sistema sanitario, definendolo una figura capace di garantire continuità di cura tra la struttura ospedaliera e il paziente. Secondo il medico, occasioni di questo tipo servono anche a informare e formare chi svolge questo ruolo, favorendo il confronto tra persone impegnate nella stessa attività.
Il direttore generale dell’Asl Vco, Francesco Cattel, ha evidenziato la necessità di rafforzare la preparazione dei caregiver e ha annunciato l’ipotesi di creare una scuola dedicata alla loro formazione. L’obiettivo indicato è accrescere le competenze di chi assiste i pazienti, in un territorio segnato da una popolazione sempre più anziana.
Attenzione ai pazienti anziani
Proprio nell’ambito dell’assistenza ai caregiver è stato costituito un gruppo geriatrico oncologico. La dirigente di geriatria Daniela Morabito ha spiegato che il paziente oncologico anziano può convivere con altre patologie, che richiedono attenzione anche nelle attività di accompagnamento. Per questo, ha aggiunto, è importante che il caregiver conosca le condizioni della persona assistita e sappia come prendersene cura.
La direttrice sanitaria Orietta Ossola ha ricordato il padre Aldo e l’importanza, per un malato, di sentirsi accolto e riconosciuto durante l’accesso alle cure. All’incontro è intervenuta anche l’assessore alle Politiche sociali di Verbania, Katiuscia Zucco, che ha richiamato i progressi compiuti negli anni. Per l’amministrazione locale, sapere che i pazienti vengono accuditi, accompagnati e seguiti rappresenta un elemento di rassicurazione.