Aumentano in Piemonte le richieste di intervento rivolte al Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. Nel corso del 2025 le segnalazioni ricevute dall’Ufficio sono state 106, contro le 82 registrate l’anno precedente. Il dato è emerso durante l’illustrazione della Relazione annuale al Consiglio regionale da parte del Garante Giovanni Ravalli.
Secondo Ravalli, la crescita delle segnalazioni può essere interpretata anche come un segnale di maggiore fiducia da parte dei cittadini nei confronti dell’istituzione. Allo stesso tempo, l’aumento delle richieste rende necessario rafforzare le risorse disponibili per garantire ascolto e interventi adeguati a bambini e adolescenti. Al centro dell’attività è stato posto il diritto dei minori a essere ascoltati e a partecipare alle decisioni che li riguardano.
Bullismo e situazioni di fragilità
Tra i principali ambiti di intervento figurano il contrasto a bullismo e cyberbullismo, la protezione di chi vive in contesti familiari fragili e l’attenzione ai minori stranieri non accompagnati. La relazione evidenzia inoltre la necessità di rafforzare il collegamento tra istituzioni, scuole e realtà del territorio, così da rendere più efficace la rete di prevenzione e protezione.
Nel corso dell’anno sono stati organizzati otto incontri nelle scuole piemontesi, ai quali hanno partecipato oltre mille studenti. Le iniziative sono state dedicate soprattutto alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. In occasione della Giornata nazionale del 7 febbraio, il Garante aveva inoltre rivolto una lettera aperta agli studenti, invitandoli a chiedere il sostegno degli adulti di riferimento nei momenti di difficoltà.
Minori stranieri e tutela familiare
Un capitolo della relazione riguarda i minori stranieri non accompagnati. L’Ufficio ha seguito la convenzione dedicata all’accoglienza e all’integrazione e ha rilevato l’aumento della quota di ragazzi affiancati da tutori volontari: dal 47 per cento del 2024 si è passati al 62 per cento nel 2025.
L’attività ha interessato anche i minori coinvolti in separazioni familiari caratterizzate da forte conflittualità. In questo ambito sono state promosse iniziative sui principi della bigenitorialità e della responsabilità genitoriale. È proseguito, inoltre, il monitoraggio delle strutture che accolgono minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Nelle conclusioni, Ravalli ha richiamato il quadro demografico della regione. Nel 2025 in Piemonte sono state registrate circa 23.800 nascite, a fronte di circa 53mila decessi. Per il Garante, i dati confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e di consolidare una rete di ascolto e protezione capace di sostenere i minori e le loro famiglie.