Casa Ceretti a Verbania ha ospitato sabato 10 ottobre l’incontro dedicato all’architettura sostenibile, promosso dal Consiglio dell’Ordine degli architetti, paesaggisti, pianificatori e conservatori delle province di Novara e Verbano Cusio Ossola. L’iniziativa è stata organizzata con il coordinamento della Commissione Cultura del Vco e in collaborazione con il Museo del Paesaggio di Verbania.
L’appuntamento ha riunito progettisti, aziende, tecnici del settore e cittadini per discutere del rapporto tra qualità del costruire, tutela ambientale e trasformazione dei luoghi. Le organizzatrici, l’architetto Antonella De Martino, segretario dell’Ordine, e l’architetto Elena Bertinotti, coordinatrice della Commissione Cultura del Vco, hanno evidenziato il confronto tra professionalità diverse come uno degli obiettivi principali dell’incontro.
Soluzioni per ridurre i consumi
Nel corso dell’evento sono stati presentati progetti e approcci legati alla riduzione dei consumi energetici. Tra i temi affrontati ci sono state le case a consumo zero, progettate per utilizzare poca energia e produrne una quantità prossima a quella consumata, oltre agli interventi sugli spazi pubblici e sul verde urbano. In questo ambito sono state illustrate soluzioni per la raccolta dell’acqua piovana e l’impiego di pavimentazioni drenanti.
Una parte degli interventi ha riguardato il restauro, il risanamento e il riuso degli edifici, con l’impiego di materiali legati alla bioedilizia. Sono stati inoltre raccontati progetti per abitazioni e ampliamenti realizzati con strutture in legno e acciaio, mostrando come le scelte progettuali possano incidere sul rapporto tra costruzioni, risorse naturali e contesto urbano.
Quindici studi a confronto
Il presidente dell’Ordine Matteo Gambaro e il vicepresidente Mauro Vergerio hanno sottolineato il valore dell’iniziativa per la divulgazione di contenuti utili alla professione e per la possibilità di creare relazioni tra colleghi e aziende attive sul territorio. Il confronto si è sviluppato attraverso un open talk interattivo, al quale hanno partecipato gli autori dei progetti esposti.
Quindici studi hanno presentato i propri lavori, offrendo lo spunto per discutere delle ricadute sociali e ambientali delle scelte architettoniche. La sostenibilità è stata affrontata quindi attraverso casi concreti, con riferimenti a tecnologia, competenze professionali, soluzioni creative e innovazione.
L’iniziativa era inserita nel programma nazionale Open studi aperti 2026, promosso dal Consiglio nazionale Appc, che ha invitato gli architetti iscritti ad aprire i propri studi alla cittadinanza nelle giornate del 9 e 10 ottobre. Il tema scelto, Architettura condivisa, puntava a valorizzare il dialogo tra cittadini, istituzioni e professionisti sui luoghi del vivere contemporaneo.