Prevenzione sanitaria

In Piemonte 30 persone intossicate dai funghi nel 2025

Gli ispettorati micologici offrono verifiche gratuite e indicazioni per evitare rischi durante raccolta, conservazione e cottura.

In Piemonte 30 persone intossicate dai funghi nel 2025

Con l’arrivo dell’autunno torna la raccolta dei funghi nei boschi del Verbano Cusio Ossola e del Novarese, ma il consumo di esemplari spontanei richiede prudenza. Una specie non correttamente identificata può provocare intossicazioni anche gravi, mentre anche i funghi commestibili possono causare disturbi se raccolti, conservati o preparati senza le necessarie precauzioni.

I dati del monitoraggio regionale

Secondo il Rapporto 2025 del Sistema Integrato di Sorveglianza delle Malattie Trasmesse da Alimenti della Regione Piemonte, nel corso dello scorso anno sono stati registrati 22 episodi di sospetta intossicazione o intolleranza legati al consumo di funghi. Le persone coinvolte sono state complessivamente 30: 24 adulti e sei bambini.

Tutti i soggetti interessati si sono rivolti al pronto soccorso, senza che si verificassero decessi. Il dato risulta in calo rispetto al 2024, quando le persone coinvolte erano state 58. In tutti i casi rilevati nel 2025, i funghi erano stati raccolti privatamente e consumati in ambito domestico.

I rischi, spiegano gli esperti, non riguardano soltanto le specie velenose. Anche quelle commestibili possono provocare problemi gastrointestinali se consumate in quantità eccessive, conservate in modo scorretto o sottoposte a preparazioni non adeguate. Non esistono inoltre metodi empirici affidabili per riconoscere i funghi sicuri: colore, aspetto e presenza di tracce di animali non costituiscono garanzie.

I controlli e le regole per la raccolta

La Regione Piemonte invita a rivolgersi agli Ispettorati micologici delle Asl, che verificano gratuitamente i funghi spontanei destinati al consumo personale. Nel 2025 le strutture piemontesi hanno registrato 1.417 accessi: 926 per consulenze ai raccoglitori e 491 per attività comprendenti anche il rilascio di certificazioni per la vendita. Le identificazioni di specie effettuate nell’ambito delle consulenze sono state 1.634.

Tra le principali raccomandazioni ci sono la raccolta di esemplari interi, giovani e sani e l’utilizzo di cestini rigidi e aerati, evitando i sacchetti di plastica. È consigliato inoltre non raccogliere funghi nelle vicinanze di strade trafficate, discariche o industrie inquinanti, dove possono essere presenti sostanze nocive.

Dopo la raccolta, i funghi devono essere conservati in frigorifero e consumati entro due giorni. La cottura deve essere adeguata e, per i chiodini, è necessaria una prebollitura di almeno 15-20 minuti, con eliminazione dell’acqua utilizzata prima della successiva preparazione.

In caso di disturbi dopo il consumo, è necessario rivolgersi tempestivamente al pronto soccorso. Se possibile, occorre portare eventuali avanzi, anche già cotti, oppure gli scarti della pulitura: questi materiali possono aiutare i micologi a identificare la specie e i medici a individuare il trattamento più appropriato.