La scelta dell’amministrazione comunale di Omegna di sostituire definitivamente la pavimentazione in porfido con asfalto colorato nel largo Cobianchi ha suscitato la presa di posizione di Mattia Corbetta, capogruppo di Fratelli d’Italia. Il consigliere considera l’intervento una decisione sbagliata per uno degli spazi più rappresentativi del centro cittadino.
Corbetta precisa di non essere contrario all’asfalto in assoluto. A suo dire, la posa realizzata in via Mazzini durante l’amministrazione Marchioni era stata condivisibile, perché riferita a un’arteria viaria destinata allo scorrimento. Diverso, invece, il caso del largo Cobianchi, che secondo il capogruppo non avrebbe caratteristiche compatibili con una soluzione pensata soprattutto per la funzionalità.
Il valore del lungolago
Nel suo intervento, l’esponente di Fratelli d’Italia richiama il ruolo dell’area nel tessuto urbano. Largo Cobianchi si trova infatti nel punto centrale della città, sulla punta nord del Lago d’Orta e all’imbocco della Nigoglia. Per Corbetta, si tratta anche del principale punto di affaccio e di uno degli scorci più fotografati di Omegna, con un valore storico, paesaggistico e simbolico che avrebbe richiesto una particolare attenzione progettuale.
La decisione della Giunta viene definita dal consigliere una scorciatoia dettata dalla convenienza. L’asfalto, sostiene Corbetta, può ridurre nell’immediato la complessità dei lavori e alcune esigenze manutentive, ma rischia di compromettere la qualità visiva dello spazio pubblico. Anche l’utilizzo di cromie simili al porfido, aggiunge, non cambierebbe la natura del materiale impiegato né il suo impatto sull’identità del centro.
La richiesta di ripristinare il porfido
Secondo il capogruppo, la riqualificazione dell’area avrebbe dovuto puntare sul ripristino del materiale lapideo e del porfido, attraverso una posa solida e duratura, adeguata al passaggio dei veicoli. L’obiettivo, nella sua prospettiva, sarebbe stato restituire qualità a uno spazio segnato dall’usura senza rinunciare alle caratteristiche architettoniche del luogo.
Corbetta conclude sostenendo che risparmiare sulla cura estetica del centro significhi impoverire la città. La sua critica riguarda quindi non solo la scelta tecnica per la pavimentazione, ma anche il criterio con cui viene affrontata la riqualificazione di un’area affacciata sul lago e considerata parte integrante dell’immagine di Omegna.