Fauna selvatica

Piemonte, verso il Piano regionale per la gestione del lupo

Coinvolti enti territoriali, tecnici e allevatori nella definizione delle misure contro i conflitti.

Piemonte, verso il Piano regionale per la gestione del lupo

Il Piemonte ha avviato il percorso per dotarsi di un Piano regionale di gestione del lupo. Nei giorni scorsi si è riunito il tavolo di coordinamento dedicato alla specie, con la partecipazione dei settori regionali competenti, del personale tecnico delle province piemontesi e della Città Metropolitana di Torino. Al confronto hanno preso parte anche i carabinieri forestali, Ispra e il Centro Grandi Carnivori della Regione Piemonte.

Il tavolo si avvale del supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino. L’obiettivo è definire un quadro di interventi valido per il territorio regionale, in modo da ridurre i conflitti tra la presenza del lupo, le attività umane e gli allevamenti.

Le misure previste

Secondo le stime più recenti, in Piemonte sono presenti 464 lupi, con una forbice compresa tra 407 e 542 individui. La Regione gestisce i risarcimenti per i danni da predazione provocati dai grandi carnivori e sostiene gli allevatori nell’acquisto di strumenti di prevenzione, tra cui reticolati elettrificati e non elettrificati, ripari e cani antilupo.

In collaborazione con province, Asl, aree protette e carabinieri forestali, vengono inoltre analizzati i casi segnalati di predazione, effettuati i censimenti degli esemplari e organizzate attività di formazione. Le squadre Wpiù supportano gli allevatori nell’utilizzo dei dispositivi di protezione e nella gestione degli attacchi al bestiame domestico o degli avvistamenti di esemplari confidenti vicino agli insediamenti umani.

Il documento dovrà tenere conto delle diverse condizioni presenti sul territorio: dagli alpeggi agli allevamenti di bovini, equini e ovicaprini, nelle aree montane, collinari, di pianura e periurbane. Tra gli aspetti considerati figurano anche la gestione dei cani vaganti, l’ibridazione tra lupo e cane e i comportamenti degli animali che si avvicinano ai centri urbani e alle abitazioni.

L’iter del documento

Il percorso di elaborazione coinvolge le amministrazioni con compiti di controllo e gestione della fauna selvatica. La bozza del Piano dovrebbe essere definita entro fine gennaio 2027 e sarà poi resa pubblica per raccogliere le osservazioni di enti e soggetti interessati.

Le proposte saranno esaminate dal tavolo di coordinamento regionale e, se ritenute pertinenti, integrate nel testo. Dopo la predisposizione della versione definitiva, il documento dovrà essere adottato dalla Giunta regionale e trasmesso al Consiglio regionale per l’approvazione finale. L’assessore regionale Paolo Bongioanni ha definito il Piano uno strumento destinato a fissare le regole generali di intervento e a coordinare le azioni di prevenzione e gestione.