Controversia politica

Proteste per l’intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli

Il gruppo Volt critica l'amministrazione per la scelta di dedicare uno spazio pubblico a una figura controversa.

Proteste per l’intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli

È acceso il dibattito politico a Verbania dopo la decisione di intitolare a Sergio Ramelli il tratto del lungolago di Intra, che va dal vecchio imbarcadero al parco Cavallotti. La critica proviene dal gruppo Volt, che ha messo in discussione la coerenza dell’amministrazione guidata dal sindaco Giandomenico Albertella.

Dopo la vittoria elettorale del giugno 2024, Albertella aveva sottolineato la natura civica della sua coalizione, affermando la volontà di dare priorità ai progetti anziché ai simboli e ai partiti. Secondo Volt, tale linea è stata tradita con l’ingresso di Fratelli d’Italia nella maggioranza e ora con l’intitolazione a Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975. Il gruppo ha provocatoriamente affermato che ‘la politica resta fuori dal Comune, purché entri dalla porta di destra’.

Il caso Gino Strada

Il dibattito si anima ulteriormente quando viene richiamato il caso della revoca da parte della Giunta, nel luglio 2024, della proposta per intitolare la scuola media Luigi Cadorna a Gino Strada, fondatore di Emergency. L’amministrazione aveva giustificato questa decisione affermando che un altro spazio pubblico sarebbe stato più attinente alla sua attività professionale e umanitaria. Ciò ha portato a sollevare interrogativi su come il Comune consideri figure storiche diverse.

Le domande poste dai critici sono incisive: ‘Gino Strada è divisivo, mentre Sergio Ramelli risulta unificante?’. Si sottolinea che, mentre la morte di Ramelli, avvenuta a soli 18 anni, è stata il risultato di una brutale aggressione politica, la scelta toponomastica porta con sé significati politici complessi. ‘Discutere la decisione non implica minimizzare la violenza subita da Ramelli, ma richiede coerenza da parte di chi governa il Comune.’

Futuri sviluppi e provocazioni

La nota di Volt non si limita a contestare il presente ma prospetta future intitolazioni a figure storiche legate alla destra, come Giorgio Almirante e Pino Rauti, per ridicolizzare ciò che considerano una concezione ‘unica’ dell’unità cittadina. I firmatari sostengono che l’amministrazione applica due pesi e due misure: le figure della memoria politica della destra sono considerate unificanti, mentre quelle umanitarie vengono sovente ignorate.

La critica rivolta all’attuale amministrazione è, quindi, di non tener conto della pluralità della memoria pubblica. La chiusura afferma: ‘Questo non significa escludere la politica dal Comune, ma farsi veicolo di una visione unidimensionale, mascherata da neutralità.’