Reazioni alla sanità

Critiche alla privatizzazione dell’ospedale Castelli proposta da Riboldi

Marchionini e Rabaini denunciano il rischio di una sanità pubblica in declino a Verbania.

Critiche alla privatizzazione dell’ospedale Castelli proposta da Riboldi

La proposta di privatizzazione al 49% dell’ospedale Castelli, avanzata dall’assessore regionale alla sanità Federico Riboldi, ha sollevato numerose critiche da parte di due esponenti di Casa Riformista, l’ex sindaca di Verbania Silvia Marchionini e Patrich Rabaini. I due consiglieri hanno bocciato l’idea di Riboldi durante un confronto con la capogruppo del PD Gianna Pentenero alla festa dell’Unità della Lucciola.

Riboldi ha caraterizzato la sua proposta dicendo di immaginare un modello simile a quello del Coq di Omegna. Marchionini e Rabaini, in risposta, hanno affermato che le intenzioni del governo regionale sono ora più chiare, evidenziando un diretto collegamento con la possibile ‘fine della sanità pubblica’ a Verbania. Hanno criticato il silenzio del sindaco e della sua giunta, la quale solo due anni fa aveva promesso il mantenimento di entrambi gli ospedali.

Le preoccupazioni per il futuro sanitario

Le affermazioni di Marchionini e Rabaini hanno sollevato interrogativi sul futuro del piano sanitario regionale. Si chiedono infatti se ci saranno accorpamenti, in particolare se le Asl VCO e Novara verranno unite. Questi sviluppi sono preoccupanti anche per il già contestato progetto dell’ospedale unico a Piedimulera, a cui non è ancora stata identificata una fonte di finanziamento.

L’attuale contesto della sanità nel Verbano Cusio Ossola è caratterizzato da un elevato tasso di sanità convenzionata, con dati di mobilità passiva che mostrano un +1600% rispetto a Cuneo. Inoltre, le liste d’attesa nel capoluogo di provincia sono lunghe, con oltre 9000 presenze turistiche giornaliere in estate, a cui si riferiscono circa i due terzi della popolazione provinciale. Tali fattori rendono la proposta di Riboldi di una privatizzazione dei reparti per una non ancora definita motivazione ancora più controversa.