Numeri del territorio

Airbnb porta 15,7 milioni nei piccoli Comuni piemontesi

Nel 2025 Montecrestese guida la graduatoria: italiani al 74% tra gli ospiti degli alloggi

Airbnb porta 15,7 milioni nei piccoli Comuni piemontesi

Il turismo piemontese non si concentra soltanto su Torino e sulle Langhe. Una parte significativa dell’attrattiva regionale riguarda anche borghi, paesaggi e tradizioni di località meno conosciute, spesso caratterizzate da una popolazione ridotta e da un’offerta ricettiva limitata. In questo contesto, gli alloggi destinati agli affitti brevi possono contribuire a rendere accessibili aree lontane dai principali circuiti del turismo di massa.

La spesa generata dai visitatori

Secondo i dati riportati in uno studio realizzato da The European House – Ambrosetti per Airbnb, lo scorso anno la spesa turistica complessivamente generata dagli ospiti della piattaforma nei Comuni piemontesi con meno di 30.000 abitanti ha raggiunto 15,7 milioni di euro. Il dato comprende le ricadute legate ai soggiorni dei visitatori nelle diverse località della regione.

Tra i Comuni con meno di 5.000 abitanti indicati ai vertici della graduatoria figura Montecrestese, nel Verbano-Cusio-Ossola, dove gli ospiti Airbnb avrebbero prodotto nel 2025 oltre 62.800 euro di spesa turistica sul territorio. Seguono Locana, nel Torinese, e Ornavasso, ancora nel Verbano-Cusio-Ossola. Nella stessa classifica compaiono anche Calosso, in provincia di Asti, e Pontestura, nell’Alessandrino.

Il peso del turismo domestico

La maggior parte dei viaggiatori considerati nell’analisi è italiana: rappresenta il 74% degli ospiti, mentre la componente internazionale si ferma al 26%. La distribuzione conferma il ruolo del turismo domestico per le destinazioni piemontesi meno note, che possono intercettare visitatori anche senza disporre di una rete alberghiera estesa.

In alcune cittadine, gli affitti brevi costituiscono l’unica possibilità di soggiorno disponibile. La presenza di abitazioni destinate all’ospitalità consente quindi di avvicinare i visitatori a luoghi e patrimoni locali che rischierebbero di rimanere esclusi dagli itinerari più frequentati. Il fenomeno riguarda soprattutto piccoli centri con immobili inutilizzati o non occupati stabilmente.

La disponibilità di case vuote o sfitte può inoltre rappresentare, secondo la prospettiva sostenuta nel testo, un’opportunità economica per le famiglie proprietarie. Gli immobili, eventualmente dopo interventi di ristrutturazione, possono essere trasformati in alloggi per l’accoglienza e in una possibile fonte di reddito. I dati citati provengono tuttavia da uno studio commissionato dalla stessa piattaforma, un elemento da considerare nella lettura delle stime e delle valutazioni sui benefici generati dal comparto.