Mobilitazione civile

Flash mob per Gaza: il presidio torna in piazza

Pallanza, appuntamento alle 17.30: sostegno alla protesta nazionale negli scali aeroportuali

Flash mob per Gaza: il presidio torna in piazza

Il Presidio per la Palestina di Verbania ha organizzato per giovedì 27 agosto alle 17.30, davanti al municipio di Pallanza, un’azione solidale congiunta accompagnata da un flash mob simbolico. L’iniziativa nasce a sostegno della mobilitazione nazionale promossa negli aeroporti italiani nell’ambito del cosiddetto "Giovedì Bianco".

Secondo i promotori, l’appuntamento intende richiamare l’attenzione sulla situazione nella Striscia di Gaza e sulle responsabilità politiche che, a loro giudizio, contribuiscono a mantenerla. "Lo facciamo perché a Gaza si sta consumando un genocidio e perché il governo italiano continua a garantire attraverso rotte aeree e accordi in essere la normalizzazione dei rapporti con lo Stato che lo sta compiendo", spiegano dal presidio.

Un’azione locale dentro la mobilitazione nazionale

La manifestazione prevista a Pallanza si inserisce in una serie di iniziative coordinate in diversi scali del Paese, tra cui Milano Linate, Verona, Cagliari, Roma Fiumicino e Venezia. Gli organizzatori sottolineano di non poter essere presenti fisicamente in un aeroporto e di avere quindi scelto di portare nel proprio territorio un gesto di solidarietà, con l’obiettivo di sostenere simbolicamente la mobilitazione nazionale.

Tra le richieste indicate dal Presidio figurano la sospensione delle rotte aeree dirette e degli accordi commerciali ritenuti di sostegno all’economia israeliana, oltre alla sospensione dell’accoglienza di militari israeliani in "Decompressione". Il gruppo chiede inoltre la fine di ogni forma di collaborazione militare, economica e diplomatica tra il governo italiano e Israele.

Le richieste rivolte alle istituzioni

Nel documento diffuso dai promotori viene sollecitato anche un riconoscimento pubblico e istituzionale di quanto, secondo il presidio, sta avvenendo a Gaza e in Cisgiordania. Tra le domande rivolte alle autorità c’è l’apertura di indagini sulle denunce già depositate alla Procura di Roma contro soldati israeliani identificati e l’esecuzione dei mandati d’arresto già emessi dalla Corte penale internazionale.

Il Presidio precisa che l’iniziativa non sarà rivolta ai singoli viaggiatori. "Nessuna profilazione delle persone", spiegano gli organizzatori, indicando come bersaglio politico le scelte del governo italiano. Chi vorrà fermarsi, discutere, informarsi o unirsi all’azione, aggiungono, sarà accolto. Nella parte conclusiva del loro intervento, i promotori attribuiscono a Israele e ai sostenitori dell’occupazione, della pulizia etnica e del genocidio la responsabilità della situazione, chiamando in causa anche la complicità di governi come quello italiano.