Arrivano segnali di miglioramento per le persone rimaste intossicate nella tragedia avvenuta nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto all’Alpe Buscagna, nella zona dell’Alpe Devero. La conferma è arrivata dall’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Ossola, che ha seguito l’evoluzione delle condizioni dei coinvolti e mantenuto i contatti con le famiglie.
La giovane trasferita a Milano
La notizia più importante riguarda la volontaria di 19 anni del progetto Pasturs, trasferita nelle ore successive all’intossicazione all’ospedale Niguarda di Milano in condizioni critiche. La giovane, che si trovava all’alpeggio al fianco degli allevatori, è ora fuori pericolo.
È in miglioramento anche il quadro degli altri sopravvissuti. Padre e figlio Biondo sono stati dimessi dall’ospedale, mentre stanno recuperando anche i due aiutanti dell’azienda agricola rimasti intossicati. Il miglioramento delle condizioni dei cinque sopravvissuti rappresenta il primo elemento positivo dopo le ore di forte apprensione seguite all’accaduto.
Un decesso e gli accertamenti
Il bilancio resta tuttavia segnato dalla morte di Pietro Maria Fiori, 35 anni, di Milano. Anche lui era volontario del progetto Pasturs e si trovava all’Alpe Buscagna per trascorrere un periodo accanto agli allevatori. L’Ente Aree Protette dell’Ossola, attivatosi fin dalle prime ore dell’emergenza attraverso il direttore e il personale, continua a seguire la situazione.
Sull’accaduto è intervenuto il sindaco di Baceno, Andrea Vicini, che ha espresso il cordoglio della comunità ai familiari della vittima e la vicinanza alle persone ancora ricoverate. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità di chiarire come sia potuta accadere una tragedia di questo tipo, definendo comprensibile lo sgomento per un evento simile verificatosi in ambiente montano.
I locali dell’Alpe Buscagna coinvolti nella vicenda sono di proprietà del Comune di Baceno e sono stati concessi in comodato d’uso all’Ente Parco, che ne cura la gestione nell’ambito delle attività legate all’alpeggio. Restano da chiarire le cause esatte dell’intossicazione.
Gli accertamenti sono affidati ai militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Domodossola. Tra gli elementi esaminati dagli investigatori c’è il boiler della struttura, posto sotto sequestro per consentire le verifiche necessarie a ricostruire l’origine dell’intossicazione.