È stata una cerimonia breve ma intensa quella con cui la Stazione dei Carabinieri di Cannobio è stata intitolata al Carabiniere Scelto Angelo Spagnulo. Alla presenza dei familiari, delle autorità civili e dei vertici dell’Arma, la comunità ha ricordato il militare ucciso nel 2005 mentre, libero dal servizio, cercava di impedire una rapina.
Il sacrificio durante una rapina
Spagnulo aveva 25 anni quando fu colpito da un proiettile di fucile in provincia di Taranto. Pur avendo una gamba rotta e nonostante fosse disarmato, si era frapposto tra un rapinatore e una giovane donna. Il gesto, dettato dal senso del dovere, gli costò la vita. La vicenda risale al 24 settembre 2005.
A vent’anni di distanza, il dolore è ancora presente nella famiglia del militare. A Cannobio erano presenti la madre Nunzia, la sorella Camilla e i fratelli Alessandro e Francesco. Il ricordo di Spagnulo è rimasto vivo anche nella città dove aveva trascorso alcuni mesi prima del trasferimento al Comando provinciale di Verbania.
Il valore del presidio sul territorio
La cerimonia è stata fortemente voluta dal comandante della Stazione, Giuseppe Rossini, che aveva conosciuto personalmente Spagnulo. A fare gli onori di casa è stato il sindaco Gianmaria Minazzi, insieme ai colleghi primi cittadini del territorio.
Minazzi ha definito la Stazione di Cannobio un presidio fondamentale per la comunità e ha sottolineato il significato dell’intitolazione: mantenere vivo il ricordo di chi ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio. Per il sindaco, il nome di Spagnulo lega la città ai valori della solidarietà e del servizio pubblico.
Il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Loris Baldassarre, ha ricordato che chi dona la propria vita per gli altri resta vivo nella memoria. Secondo Baldassarre, lavorare in un reparto intitolato a un eroe dell’Arma rappresenterà uno stimolo costante per i militari. Il colonnello ha inoltre ribadito il ruolo della Stazione come luogo di ascolto quotidiano e riferimento per la popolazione.
Il generale Andrea Paterna, comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, ha evidenziato la responsabilità e la durezza del lavoro dei carabinieri. Rendere onore ad Angelo Spagnulo, ha spiegato, significa farlo sentire idealmente presente in una caserma dove operano militari animati dal suo stesso coraggio.