Il Vco Pride, che domenica ha riunito circa 1.500 persone a Gravellona Toce, è al centro delle critiche della Lega per i contenuti politici emersi durante la manifestazione. Secondo il partito, l’iniziativa dedicata ai diritti e all’inclusione avrebbe assunto una connotazione di parte, anche a causa degli interventi dal palco rivolti contro il Governo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La contestazione della Lega
Nel comunicato diffuso dopo l’evento, la Lega definisce inopportuno trasformare una manifestazione nata per parlare di diritti in un’occasione di contrapposizione politica alla maggioranza di centrodestra. Il partito sostiene che il rispetto delle persone e delle libertà non dovrebbe essere associato a uno schieramento e contesta, in particolare, gli appelli al cosiddetto campo largo e gli inviti a unirsi contro l’esecutivo.
La posizione critica riguarda anche il patrocinio degli enti pubblici e la presenza di sindaci e amministratori con la fascia tricolore. Per la Lega, il simbolo istituzionale dovrebbe rappresentare l’intera cittadinanza e non una parte politica. Da qui la richiesta di valutare con maggiore attenzione, in futuro, l’opportunità di sostenere iniziative che, secondo il partito, rischiano di trasformarsi in appuntamenti politici.
La richiesta agli amministratori
La Lega precisa di non voler mettere in discussione il diritto di manifestare, esprimere opinioni e sostenere le proprie battaglie. Il punto sollevato riguarda invece il ruolo delle istituzioni quando concedono patrocinio o sostegno a una manifestazione: in questi casi, secondo il partito, dovrebbero essere garantiti equilibrio, pluralismo e neutralità istituzionale.
Nel documento si sostiene inoltre che un’iniziativa supportata dagli enti pubblici non dovrebbe diventare un palcoscenico per slogan elettorali o per inviti a schierarsi contro una determinata parte. La Lega chiede quindi agli amministratori che hanno concesso il patrocinio di riflettere su quanto accaduto a Gravellona Toce e di valutare se concedere nuovamente il sostegno a manifestazioni caratterizzate, a suo giudizio, da una marcata impostazione politica.
Il partito conclude ribadendo il proprio sostegno alla libertà di manifestazione, ma chiedendo che gli eventi pubblici restino distinti dai comizi e dalle occasioni di campagna elettorale. La contestazione riguarda dunque non lo svolgimento del Pride, ma l’uso del palco e il coinvolgimento delle istituzioni nella manifestazione.