Cresce la preoccupazione per il futuro dell’Eremo di Miazzina, la struttura nella quale sono ancora attivi tre reparti. Il passaggio decisivo è previsto per il 18 ottobre, quando l’Asl Vco effettuerà un sopralluogo per verificare la qualità dei servizi garantiti agli ospiti.
Nel caso in cui gli standard assistenziali non venissero ritenuti sufficienti, i 20-25 ricoverati ancora presenti nella struttura potrebbero essere trasferiti in altri presidi. L’esito della verifica potrebbe quindi incidere direttamente sulla continuità dell’assistenza e sul futuro dei reparti rimasti operativi.
Il presidio dei sindacati
L’allarme è stato lanciato dai sindacati confederali durante un presidio organizzato all’ingresso dell’Eremo nel primo pomeriggio di venerdì 9 ottobre. Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni dei pazienti, delle loro famiglie e dei lavoratori ancora in servizio.
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, nella struttura sono rimasti circa 30 dipendenti. Oltre trenta famiglie, hanno denunciato i rappresentanti dei lavoratori, attendono da quattro mesi lo stipendio dei propri congiunti. Una situazione resa ancora più complessa dal progressivo ridimensionamento del personale.
La richiesta alle istituzioni
Riccardo Monzù, segretario confederale della Cisl Piemonte, ha definito la situazione particolarmente difficile per i dipendenti, i ricoverati e i loro familiari. Michele Broggio, della Uil Novara Vco, ha invece chiesto a Regione, Asl e istituzioni locali un cambio di passo nella gestione della vicenda.
Broggio ha richiamato anche l’incontro svolto in Prefettura, al quale aveva partecipato l’assessore regionale Federico Riboldi, sollecitando comportamenti coerenti con gli impegni annunciati. Michele Piffero, segretario della Cgil Novara Vco, ha definito paradossale la posizione dei lavoratori rimasti: alcuni non si sono ancora licenziati perché abitano all’interno della struttura, a differenza di altri colleghi che hanno già lasciato il posto.