Vertenza sanitaria

Eremo di Miazzina, pazienti e lavoratori senza certezze

La Regione annuncia possibili trasferimenti, mentre restano i ritardi nei pagamenti al personale della struttura.

Eremo di Miazzina, pazienti e lavoratori senza certezze

La situazione dell’Eremo di Miazzina resta critica. A intervenire è Sarah Disabato, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle in Piemonte, dopo la risposta dell’assessore alla Sanità Riboldi a una sua interrogazione. Secondo quanto comunicato dalla Giunta regionale, il gestore avrà tempo fino al 18 ottobre per ottemperare alle prescrizioni della Commissione di Vigilanza.

Nel frattempo, riferisce Disabato, risultano bloccati tutti i tipi di accesso alla struttura. Qualora l’Eremo non fosse più in grado di garantire il proprio funzionamento, la Regione procederebbe, d’intesa con le altre Asl e con le famiglie, al ricollocamento degli ospiti in strutture adeguate alle loro necessità assistenziali.

La continuità assistenziale

Per la capogruppo del Movimento 5 Stelle, la risposta della Giunta conferma l’esistenza di una situazione che non può essere lasciata nell’incertezza. L’accesso a una Rsa in Piemonte, sostiene Disabato, è già reso difficile dalle liste d’attesa e dalla disponibilità di posti insufficiente rispetto ai bisogni. In questo contesto, pazienti fragili e famiglie non dovrebbero essere costretti a interrogarsi sulla possibilità di mantenere il posto assegnato.

La consigliera regionale chiede quindi certezze immediate sulla tutela degli ospiti e sulla continuità dell’assistenza, senza limitarsi all’ipotesi di un trasferimento futuro. Il tema riguarda anche le condizioni del personale impiegato nella struttura, chiamato quotidianamente a garantire cure e assistenza alle persone più fragili.

I ritardi negli stipendi

All’Eremo di Miazzina lavorano circa cinquanta persone. Dopo mesi senza stipendio e una regolarizzazione definita solo temporanea, lavoratrici e lavoratori si troverebbero nuovamente a fronteggiare ritardi nei pagamenti. La situazione ha portato i sindacati a proclamare lo stato di agitazione e a chiedere l’intervento della Prefettura.

Disabato sottolinea che a infermieri, operatori sociosanitari e agli altri dipendenti non può essere chiesto di assicurare continuità e qualità dell’assistenza senza la garanzia della retribuzione e di adeguate tutele. Il Movimento 5 Stelle annuncia che continuerà a seguire la vicenda e a sollecitare la Regione affinché siano garantite sia le persone ospitate sia il personale della struttura.