Scontro consiliare

A Omegna il Pd difende il confronto sulle varianti urbanistiche

La segreteria cittadina respinge le accuse: nessuna decisione definitiva durante l’assemblea aperta a iscritti e professionisti.

A Omegna il Pd difende il confronto sulle varianti urbanistiche

Il Partito Democratico di Omegna replica alle critiche sollevate dalla minoranza sull’assemblea dedicata a una prima discussione sulle varianti urbanistiche. La segreteria del circolo Nadia Gallarotti respinge le accuse di scarsa partecipazione e chiarisce che l’incontro aveva l’obiettivo di illustrare i contenuti delle modifiche e raccogliere osservazioni da parte dei simpatizzanti e degli interessati.

Secondo il Pd, la riunione non ha prodotto decisioni definitive né inteso sostituire le sedi istituzionali preposte. Il futuro urbanistico della città, viene sottolineato, sarà esaminato dalla II Commissione Consiliare Permanente e successivamente dal Consiglio Comunale, chiamato a discutere e approvare le varianti.

Il confronto fuori dalle sedi istituzionali

La segreteria cittadina sostiene quindi che l’iniziativa abbia rappresentato un’occasione preliminare di ascolto e confronto, senza alcun valore deliberativo. All’assemblea, riferisce il partito, hanno partecipato non soltanto iscritti, ma anche professionisti non iscritti al Pd e persone con orientamenti politici differenti.

Proprio la presenza di interlocutori esterni al partito viene indicata come la prova della volontà di mantenere aperto il dialogo. Il Pd afferma di aver voluto coinvolgere tutti gli interessati su una questione ritenuta rilevante per Omegna, lasciando comunque alle commissioni e al Consiglio Comunale il compito di assumere le decisioni formali.

La replica alle accuse della minoranza

Nel comunicato, la segreteria respinge anche l’accusa secondo cui l’incontro avrebbe sottratto spazio o prerogative alla minoranza. Il partito interpreta la polemica come un attacco a un’iniziativa di partecipazione e contesta all’opposizione di aver descritto l’apertura del confronto come una forma di esclusione delle sedi democratiche.

Il Pd critica inoltre i toni utilizzati dalla minoranza, accusandola di ricorrere a comunicati ritenuti vuoti e sensazionalistici e di non riuscire a proporsi come alternativa credibile. Si tratta di valutazioni politiche contenute nella replica della segreteria, mentre l’iter delle varianti dovrà proseguire nelle sedi consiliari indicate.

La conclusione del circolo conferma la volontà di continuare a condividere con simpatizzanti e cittadini interessati le questioni e le decisioni considerate più importanti per la città. Il passaggio decisivo resterà comunque quello istituzionale, con l’esame in commissione e la successiva discussione in Consiglio Comunale.