Risate, partite e solidarietà hanno accompagnato anche quest’anno il Babekà, torneo nato per ricordare Tiziano Beltrami, scomparso a causa della leucemia. L’iniziativa, che unisce sport e raccolta fondi, si è svolta al Parco della Pasquera di Agrano, frazione di Omegna, nel giorno in cui Tiziano avrebbe compiuto cinquant’anni.
Un torneo cresciuto nel tempo
La manifestazione è nata nel 2005 dalla collaborazione tra l’Oratorio di Bagnella e Omegna. Da allora l’appuntamento è diventato una ricorrenza stabile per gli amici e i partecipanti che, anno dopo anno, hanno continuato a ritrovarsi nel ricordo di Tiziano. I giovani presenti alle prime edizioni sono cresciuti, ma hanno mantenuto il legame con il torneo e con la finalità benefica dell’iniziativa.
Il programma si è articolato su due giornate. Sabato il parco ha ospitato un torneo dedicato ai più piccoli, con 16 squadre composte da bambini tra i 6 e i 12 anni, suddivise per fasce d’età. Domenica è stata invece la volta della categoria juniores mista, riservata ai ragazzi dai 13 ai 16 anni, con sei team impegnati sul campo utilizzato anche per il torneo degli adulti.
Sport e raccolta fondi
Accanto ai risultati delle partite, determinati dalla somma dei punteggi finali, il Babekà ha mantenuto i tradizionali premi speciali. I riconoscimenti sono stati assegnati, tra gli altri, al partecipante più giovane, a quello più longevo, al più polivalente e al fair player. Alle premiazioni era presente il consigliere comunale Marco Quaretta, insieme a una bambina di sei anni sottoposta poco più di tre mesi prima a un trapianto di midollo osseo.
La riuscita dell’appuntamento è stata sostenuta anche dalla collaborazione degli Amici di Bagnella e di Pro Agrano, che hanno contribuito all’organizzazione del servizio cucina attivo per entrambe le giornate. Grazie allo sponsor Emisfera sono state acquistate magliette destinate a staff e giocatori.
L’intero ricavato del Babekà sarà devoluto a Ugi tramite Admo, con l’obiettivo di contribuire all’adozione di un alloggio destinato ai genitori dei bambini ricoverati all’ospedale Regina Margherita di Torino.