La Regione Piemonte ha approvato i criteri per assegnare 2.185.712,77 euro alla rete di protezione e sostegno alle donne vittime di violenza. Le risorse provengono dal Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità e saranno destinate ai Centri antiviolenza, alle Case rifugio e alle soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello.
Il finanziamento riguarda una rete regionale composta da 23 Centri antiviolenza e 13 Case rifugio iscritti all’Albo regionale. Le strutture operano insieme ai servizi sociosanitari e assistenziali territoriali per garantire ascolto, accoglienza, assistenza psicologica e legale, presa in carico personalizzata e protezione temporanea.
La ripartizione delle risorse
Nel dettaglio, 863.466 euro saranno destinati al sostegno e al potenziamento delle attività dei Centri antiviolenza, mentre 706.491 euro andranno alle Case rifugio. Altri 307.877,88 euro finanzieranno le esigenze straordinarie e urgenti di accoglienza in emergenza; una cifra quasi identica, pari a 307.877,89 euro, sarà destinata alle soluzioni di secondo livello.
Questa parte del finanziamento, complessivamente superiore a 615 mila euro, riguarda le donne vittime di violenza, sole o con figli e figlie, nelle diverse fasi dell’accoglienza. Il provvedimento prevede inoltre il sostegno ai percorsi successivi all’emergenza, con interventi per l’autonomia, l’orientamento al lavoro e la ricerca di una sistemazione abitativa.
Per i Centri antiviolenza, il 60% delle risorse sarà distribuito in parti uguali tra le strutture iscritte all’Albo regionale. Il restante 40% sarà calcolato in base al numero delle donne di età superiore ai 14 anni seguite nel corso del 2025. Per le Case rifugio, il 60% sarà assegnato proporzionalmente ai posti letto disponibili e il 40% sulla base delle donne ospitate nel 2025, considerando anche la durata dell’accoglienza.
Rafforzata la rete territoriale
Per l’accoglienza in emergenza, il 50% dei fondi sarà suddiviso in quota uguale tra i soggetti titolari dei posti, il 30% sarà attribuito in base alle donne accolte nel 2025 e il 20% in relazione alle giornate complessive di ospitalità. Per le soluzioni di secondo livello, invece, le percentuali saranno rispettivamente del 50%, del 20% e del 30%.
Secondo l’assessore regionale alle Pari Opportunità Marina Chiarelli, l’obiettivo è consentire alla rete di intervenire prima che la violenza raggiunga il suo punto estremo, intercettando i segnali di rischio e contrastando isolamento, minacce e controllo. Il provvedimento punta anche a consolidare la collaborazione tra enti pubblici, organizzazioni del privato sociale, istituzioni, servizi e associazioni.
Il piano prevede infine il rafforzamento del collegamento di tutti i Centri antiviolenza con il numero nazionale 1522, servizio pubblico di utilità dedicato al sostegno e all’orientamento delle vittime di violenza e stalking.