Le strade piemontesi restituiscono un quadro segnato da tensioni e comportamenti aggressivi. Secondo un’indagine, più di una persona su tre nella regione, pari al 37%, descrive la mobilità della propria zona come caratterizzata da frequenti conflitti e da atteggiamenti poco improntati alla cordialità o al rispetto reciproco.
Impazienza e reazioni eccessive
Il nervosismo al volante si manifesta in diversi modi: dall’impazienza all’uso improprio del clacson, fino a reazioni sproporzionate accompagnate da parole, gesti e insulti. La guida sembra far emergere una scarsa tolleranza verso chi incontra difficoltà, deve effettuare una manovra o procede più lentamente.
Tra i comportamenti segnalati figura anche il mancato rispetto delle precedenze nei confronti di pedoni e ciclisti. Una particolare ostilità, secondo il quadro descritto dall’indagine, riguarderebbe inoltre chi si sposta in bicicletta o utilizza i monopattini, categorie esposte agli effetti delle tensioni tra i diversi utenti della strada.
Il clacson e il rispetto degli altri
Il clacson, che dovrebbe essere utilizzato per segnalare una situazione di pericolo, viene invece azionato al minimo intoppo, dopo una ripartenza ritenuta troppo lenta al semaforo o persino per salutare amici e conoscenti. Un impiego frequente e non necessario che contribuisce ad alimentare il clima di conflittualità nella circolazione.
Anche un gesto semplice come dire grazie sembra essersi perso. Il 27% dei piemontesi vorrebbe maggiore riconoscenza verso chi agevola il passaggio o lascia spazio agli altri utenti. Il quadro che emerge è quello di una mobilità in cui la fretta e l’irritazione prendono spesso il posto della prudenza e della considerazione reciproca.