Il costo dell’energia potrebbe tornare a livelli superiori a quelli raggiunti durante la crisi del 2022. Secondo le elaborazioni della Cna, nel 2026 la spesa complessiva di famiglie e imprese italiane per carburanti, elettricità e gas potrebbe arrivare a 206 miliardi di euro. Il tema assume particolare rilievo in Piemonte, dove la presenza diffusa di micro e piccole imprese artigiane rende il tessuto produttivo più esposto alle oscillazioni dei prezzi.
Le stime sui rincari
Nello scenario ipotizzato dall’associazione, un incremento medio del 20% dei prezzi finali rispetto al 2025 farebbe salire la spesa nazionale dagli oltre 172 miliardi dello scorso anno a circa 206 miliardi, con un aggravio superiore a 33 miliardi. Per le famiglie l’aumento medio sarebbe di oltre 500 euro all’anno, mentre per le imprese il maggior costo medio supererebbe i 4.500 euro.
In un’ipotesi più contenuta, con un aumento del 10% dei prezzi di elettricità e gas e carburanti stabili, la spesa complessiva raggiungerebbe circa 195 miliardi di euro. Con rincari del 30%, invece, il conto potrebbe arrivare a 217 miliardi. A pesare è anche il mercato dei carburanti: nei primi otto mesi del 2026 i consumi nazionali di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, mentre la spesa è aumentata del 12,6%.
La proposta sull’autoproduzione
Per le imprese artigiane piemontesi, sostiene il presidente di Cna Piemonte Giovanni Genovesio, il costo dell’energia incide sulla competitività e sulla capacità di investire. Manifattura, meccanica, agroalimentare, lavanderie e panifici sono tra le attività indicate come più esposte, perché utilizzano quotidianamente elettricità e gas per produrre beni e servizi. Secondo Genovesio, ogni aumento riduce le risorse disponibili per innovazione, investimenti e nuova occupazione, con effetti più difficili da assorbire per le realtà di minori dimensioni.
Se la tendenza sui carburanti proseguisse, la spesa annuale per benzina e gasolio salirebbe complessivamente da 66,6 a 74,4 miliardi di euro. Per Cna Piemonte, la risposta dovrebbe affiancare alle misure emergenziali una riduzione strutturale dei costi, sostenendo gli interventi sull’efficienza e sull’autoproduzione.
Il segretario regionale Delio Zanzottera richiama la proposta di istituire, nella prossima legge di bilancio, un fondo da un miliardo di euro all’anno per i piccoli impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione delle micro e piccole imprese. L’obiettivo, secondo l’associazione, è rendere questi investimenti più accessibili attraverso procedure semplificate, incentivi adeguati e strumenti finanziari sostenibili.
Cna Piemonte sottolinea infine che molte aziende dispongono di superfici produttive utilizzabili per il fotovoltaico, ma rinunciano a investire per i costi iniziali, la complessità delle procedure e l’incertezza sui tempi di rientro. L’autoproduzione viene quindi indicata come una possibile leva per contenere la spesa e sostenere la capacità competitiva delle imprese locali.