SETTORE RURALE

Coldiretti chiede alla Regione un fondo per i noccioleti piemontesi

L’organizzazione propone un tavolo dedicato e interventi per estirpo, reimpianto e rinnovo degli impianti più vecchi.

Coldiretti chiede alla Regione un fondo per i noccioleti piemontesi

Coldiretti Piemonte torna a chiedere alla Regione l’apertura di un confronto dedicato alla corilicoltura e l’attivazione di risorse straordinarie per sostenere il comparto. Le richieste arrivano in un momento di difficoltà per le aziende, aggravato anche dalle condizioni meteorologiche estreme registrate nell’ultima annata.

Le richieste alla Regione

Tra le proposte figura l’istituzione di un fondo straordinario destinato agli interventi di estirpo e reimpianto. Le risorse dovrebbero accompagnare le imprese nel rinnovamento dei noccioleti più vecchi e favorire la rigenerazione degli impianti, con l’obiettivo di mantenere la qualità della produzione.

Coldiretti chiede inoltre un tavolo regionale dedicato alla corilicoltura, per affrontare in modo organico le criticità che interessano il settore. Secondo l’organizzazione agricola, il comparto rappresenta un elemento sempre più strategico per l’economia del territorio piemontese.

In Piemonte la coltivazione del nocciolo si estende oggi su circa 28 mila ettari. La superficie coinvolta conferma il peso della filiera per numerose aziende agricole e rende, secondo Coldiretti, necessario intervenire sul rinnovamento degli impianti per sostenere la produzione nel tempo.

L’organizzazione ricorda di avere già trasmesso alla Regione, nei primi giorni di agosto, una serie di interventi ritenuti necessari per sostenere la corilicoltura piemontese. La richiesta di un nuovo confronto nasce quindi dalla necessità di dare seguito alle proposte già presentate e di individuare strumenti concreti a favore delle imprese.

Il rilancio arriva da Mauro Bianco, componente della giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore corilicolo, insieme alla presidente regionale Cristina Brizzolari e al delegato confederale Bruno Rivarossa. Per l’organizzazione, il sostegno alle aziende e la modernizzazione degli impianti sono condizioni necessarie per tutelare la produzione e i territori interessati dalla coltivazione del nocciolo.