Fondi regionali

Calderoni critica i nuovi Accordi di programma

Esponente Pd contesta entità, priorità e tempi dell’avviso rivolto agli enti locali nel triennio 2026-2028.

Calderoni critica i nuovi Accordi di programma

Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, critica l’avviso della Regione Piemonte per la raccolta di proposte progettuali da parte di Comuni e Unioni di Comuni nell’ambito degli Accordi di programma. Per il periodo 2026-2028 sono previsti 5,9 milioni di euro, una cifra che, secondo l’esponente dem, non sarebbe sufficiente a delineare una strategia complessiva di sviluppo territoriale.

Le risorse e le priorità

Calderoni riconosce l’utilità dello strumento, già utilizzato dalla Regione negli anni precedenti, ma contesta l’assenza di una cornice strategica. Nel 2022 furono finanziati 31 interventi con circa 17,6 milioni di euro, mentre nel 2024 vennero sottoscritti accordi con 44 Comuni per oltre 26 milioni. Il consigliere sostiene che gli enti locali stiano ancora attendendo quelle risorse.

Secondo Calderoni, non sarebbe sufficiente chiedere ai Comuni quali opere intendano realizzare. La Regione, a suo giudizio, dovrebbe indicare quali trasformazioni accompagnare e quali priorità sostenere, orientando gli interventi verso obiettivi di lungo periodo. Tra le questioni citate figurano il consumo di suolo, la crisi idrica, il costo dell’energia, la riduzione dei servizi nelle aree periferiche, il deficit infrastrutturale e dei trasporti, il cambiamento climatico e l’invecchiamento della popolazione.

I tempi degli interventi

Il consigliere regionale mette in discussione anche la dimensione dello stanziamento. 5,9 milioni di euro destinati all’intero Piemonte e distribuiti su tre anni, osserva, non possono essere presentati come una politica organica di sviluppo territoriale. Il rischio, aggiunge, è che la risposta alle necessità dei territori dipenda soprattutto dalla capacità dei singoli Comuni di elaborare il progetto più competitivo, invece di essere sostenuta da misure strutturali e generalizzate.

Un’ulteriore criticità riguarda i tempi di attuazione. Tra la pubblicazione dell’avviso, la selezione delle proposte, la graduatoria, la sottoscrizione degli accordi, l’assegnazione delle risorse e la realizzazione delle opere può trascorrere un periodo molto più lungo rispetto a quello suggerito dagli annunci iniziali. Calderoni richiama il precedente dell’avviso 2023-2025, aperto nell’agosto 2023, mentre gli accordi con i 44 Comuni furono sottoscritti nell’ottobre 2024.

La richiesta rivolta alla Regione è quindi di ridurre l’enfasi sugli annunci e rafforzare la programmazione. Per Calderoni, se gli Accordi di programma devono diventare uno strumento di sviluppo, l’amministrazione regionale dovrebbe chiarire le priorità del Piemonte e indirizzare le risorse verso obiettivi condivisi, così da offrire ai Comuni una prospettiva sul territorio da costruire nei prossimi dieci anni.