In Consiglio

Il Pd: “Cultura piemontese, risorse in ritardo e lavoro fragile”

Il Comitato Emergenza segnala squilibri territoriali, contributi tardivi e 74.012 occupati esposti alla precarietà

Il Pd: “Cultura piemontese, risorse in ritardo e lavoro fragile”

Le Commissioni III e VI del Consiglio regionale del Piemonte, riunite in seduta congiunta, hanno ascoltato i rappresentanti del Comitato Emergenza Cultura sullo stato del settore. Al centro dell’audizione ci sono stati i tempi di erogazione dei contributi regionali, le ricadute sulle imprese culturali e le condizioni del mercato del lavoro, con particolare attenzione alla tenuta occupazionale del comparto.

Il gruppo del Partito Democratico ha evidenziato le criticità emerse durante il confronto, sostenendo che le risorse debbano essere assegnate con maggiore puntualità. Secondo i consiglieri dem, il settore culturale rappresenta il 5,1 per cento del tessuto economico piemontese e non può essere gestito soltanto attraverso misure emergenziali o iniziative considerate di carattere propagandistico. Tra le richieste avanzate figura anche una convocazione più frequente del Tavolo Cultura, da trasformare in una sede stabile di confronto e co-programmazione.

Squilibri tra grandi centri e aree interne

L’audizione ha portato all’attenzione del Consiglio regionale le difficoltà che attraversano il sistema culturale piemontese. Pur riconoscendo alcuni aspetti positivi, tra cui la misura Rafforza Cultura, il Pd ha sottolineato che gli strumenti straordinari non dovrebbero diventare la modalità ordinaria di governo del comparto.

I dati presentati da Ires, secondo quanto riferito dai consiglieri, mostrano una crescente concentrazione delle risorse e delle attività nei grandi centri urbani. A farne le spese sarebbero soprattutto le aree interne e montane, insieme a numerose realtà provinciali, esposte al rischio di un progressivo indebolimento dell’offerta culturale. Per il gruppo consiliare, questo processo potrebbe ridurre le opportunità di partecipazione e l’accesso ai servizi per migliaia di cittadini piemontesi.

La proposta del Partito Democratico è quella di introdurre politiche permanenti di riequilibrio territoriale, costruite attraverso un confronto strutturato con gli operatori. L’obiettivo indicato è sostenere le realtà più fragili e periferiche, rafforzare la formazione e rendere maggiormente accessibili le iniziative culturali sull’intero territorio regionale.

Le condizioni dei professionisti

Una parte dell’audizione è stata dedicata ai lavoratori del comparto. I numeri citati dal Pd parlano di 74.012 occupati e di 21.624 imprese Core. Secondo i consiglieri, la discontinuità può essere una caratteristica di alcune attività culturali, ma non deve tradursi in una precarietà strutturale e generalizzata, con il trasferimento sui lavoratori dei costi delle inefficienze del sistema.

Il gruppo dem ha infine raccolto le sollecitazioni sul funzionamento del Tavolo Cultura, ritenendo che la sua funzione originaria si sia progressivamente indebolita. La richiesta è di rafforzarne ruolo e periodicità, così da renderlo un luogo effettivo di ascolto, confronto, programmazione e verifica delle politiche regionali. Il Pd annuncia che porterà il tema nelle sedi istituzionali e nella prossima discussione di bilancio, chiedendo risposte sui tempi di erogazione dei finanziamenti e una nuova fase di dialogo con il settore.