La coalizione provinciale di centrosinistra del Verbano Cusio Ossola, composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, interviene sul limite del 30% di alunni stranieri nelle classi, previsto dal Governo Meloni. In una nota, le forze politiche sostengono che il provvedimento abbia una scarsa utilità concreta per il territorio e chiedono di valutare le esigenze delle singole scuole sulla base dei dati.
La posizione della coalizione
Secondo il centrosinistra del Vco, il principio della soglia non sarebbe una novità, poiché era già previsto dalla Circolare ministeriale numero 2 dell’8 gennaio 2010. Quel provvedimento, ricordano, inseriva il limite in una strategia più ampia, comprendente corsi di alfabetizzazione, mediazione culturale, accordi territoriali e percorsi educativi mirati. L’integrazione, si legge nella nota, non può essere affidata soltanto a una percentuale, ma richiede risorse e strumenti adeguati.
La coalizione contesta in particolare l’uso politico della misura, ritenendo che una regola numerica non garantisca automaticamente un miglioramento dell’apprendimento. Le eventuali difficoltà legate alla presenza di studenti con una conoscenza limitata dell’italiano, secondo il centrosinistra, dovrebbero essere affrontate con più insegnanti, sostegno educativo, alfabetizzazione e mediazione culturale. La redistribuzione degli alunni tra istituti potrebbe inoltre creare problemi logistici, aumentare i tempi di spostamento e complicare l’organizzazione delle famiglie.
Il quadro nel Verbano Cusio Ossola
Nel documento viene richiamata una rilevazione dell’Osservatorio Istruzione della Regione Piemonte, secondo cui la provincia si colloca tra quelle con la minore incidenza di studenti con cittadinanza non italiana. La quota indicata è intorno al 9-10%, a fronte di una media regionale vicina al 16%. Un quadro che, secondo la coalizione, sarebbe diverso da quello di alcune aree metropolitane, dove la concentrazione può risultare più elevata in singoli quartieri o plessi.
Il centrosinistra precisa comunque che la media provinciale non esclude la presenza di singole scuole con situazioni specifiche. Per questo, sostiene la nota, occorrerebbe analizzare i dati dei singoli istituti e intervenire dove emergano criticità concrete, evitando di trasformare una questione circoscritta in un’emergenza generale. La coalizione sottolinea inoltre che le nuove disposizioni escluderebbero dal computo alcune categorie di studenti stranieri, tra cui, secondo i criteri della norma, quelli nati in Italia o già inseriti da diversi anni nel sistema scolastico italiano.
Per il centrosinistra del Vco le priorità dovrebbero essere il sostegno alle scuole dei territori montani, il contrasto alle difficoltà di apprendimento, la disponibilità di personale e il supporto linguistico per gli studenti che ne hanno bisogno. La conclusione della nota è che il limite del 30% rischi di assumere soprattutto un valore simbolico e ideologico, senza dimostrare quali benefici concreti produrrebbe nelle scuole della provincia.