Salute pubblica

Difterite, in Piemonte copertura vaccinale oltre il 95%

I dati ministeriali confermano il traguardo raggiunto dai nati nel 2022 e nel 2023.

Difterite, in Piemonte copertura vaccinale oltre il 95%

I recenti fatti di cronaca hanno riportato l’attenzione sulla difterite, una malattia oggi rara in Italia e in Europa, ma non completamente eliminata. La ridotta circolazione dell’infezione è il risultato delle elevate adesioni alle campagne di immunizzazione sviluppate negli ultimi decenni. Per gli esperti, mantenere livelli elevati di protezione resta essenziale per ridurre il rischio di nuovi casi e tutelare soprattutto i bambini piccoli e le persone più fragili.

Come si trasmette e quali rischi comporta

La difterite è provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Alcuni ceppi producono una tossina capace di diffondersi nell’organismo e danneggiare diversi organi, in particolare il cuore e il sistema nervoso. La trasmissione avviene soprattutto attraverso le goccioline respiratorie emesse con tosse e starnuti da una persona infetta. Nelle forme cutanee, invece, il contagio può avvenire mediante il contatto diretto con le lesioni della pelle.

Il batterio può essere ospitato e trasmesso anche da persone prive di sintomi evidenti. Dopo un periodo di incubazione generalmente compreso tra 2 e 5 giorni, l’infezione può manifestarsi con mal di gola, febbre lieve, debolezza e ingrossamento delle ghiandole del collo. Tra i segni più caratteristici c’è la comparsa di una membrana grigiastra nella gola e sulle tonsille, che può rendere difficili la respirazione e la deglutizione.

La principale pericolosità della malattia è legata alla tossina prodotta dal batterio. Le complicanze possono interessare organi vitali e comprendere miocardite, aritmie e insufficienza cardiaca, oltre a danni neurologici. Nei soggetti non immunizzati le conseguenze possono essere anche letali. Gli antibiotici sono necessari per eliminare il batterio, ma non neutralizzano in modo immediato gli effetti della tossina già entrata in circolo: per questo sono fondamentali una diagnosi tempestiva e un trattamento specifico.

Il ruolo dell’immunizzazione

La vaccinazione rappresenta la protezione più efficace contro le forme gravi e le complicanze. Il preparato contiene la tossina difterica resa innocua, così da stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi senza provocare la malattia. In Italia viene somministrato ai neonati nell’ambito del vaccino esavalente, che protegge anche da tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo B.

Il calendario prevede successivi richiami in età scolare, durante l’adolescenza e, per gli adulti, ogni 10 anni. Secondo il Ministero della Salute, l’obiettivo ottimale a 24 mesi è una copertura del 95%. In Piemonte il dato ha superato questa soglia: a fine 2024, tra i nati nel 2022, la percentuale era del 95,05%, mentre a fine 2025, per i nati nel 2023, ha raggiunto il 95,7%. Il mantenimento di questi livelli contribuisce a limitare la circolazione della difterite e a proteggere anche chi, per motivi di salute, non può essere vaccinato.