Letture precoci

Anche gli asili nido entrano in #ioleggoperché

Aperte fino al 14 ottobre le adesioni dei servizi 0-3 alla raccolta nazionale di volumi.

Anche gli asili nido entrano in #ioleggoperché

#ioleggoperché apre per la prima volta le iscrizioni anche agli asili nido di tutta Italia. I servizi educativi rivolti ai bambini da 0 a 3 anni potranno aderire all’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Editori a sostegno delle biblioteche scolastiche e partecipare alla campagna nazionale di donazione dei libri.

Le adesioni resteranno aperte fino al 14 ottobre attraverso la piattaforma www.ioleggoperche.it. Dal 9 settembre, i nidi iscritti potranno inoltre collegarsi con un massimo di cinque librerie del territorio, entrando nella rete dell’iniziativa e organizzando la raccolta dei volumi destinati alle proprie biblioteche.

La campagna per la fascia 0-3 anni

La donazione si svolgerà dal 7 al 15 novembre. In quel periodo famiglie e cittadini potranno acquistare libri nelle librerie aderenti e indicarli per la donazione anche alle biblioteche dei nidi. I servizi per la prima infanzia parteciperanno attraverso le donazioni del pubblico e non accederanno al contributo degli editori previsto per altri istituti.

L’estensione ai nidi rappresenta un ampliamento stabile del progetto, nato dieci anni fa per sostenere le biblioteche scolastiche. L’apertura nazionale è stata resa possibile dal sostegno di Fondazione Cariplo e dall’esperienza maturata dal 2022 con #ioleggoperchéLab-Nidi, che ha coinvolto fino a 350 strutture in Lombardia e nelle province di Novara e Verbano Cusio Ossola.

Il sostegno di Fondazione Cariplo

Il nuovo intervento rientra nella Sfida di Mandato Anita. L’infanzia prima, dedicata da Fondazione Cariplo al benessere e alle opportunità di crescita dei bambini da 0 a 6 anni, con attenzione ai contesti di maggiore fragilità.

Per l’edizione 2026, il contributo degli editori resterà invece riservato alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie aderenti di Calabria, Sardegna e Molise. La scelta punta a concentrare una parte dell’intervento nelle regioni che finora hanno registrato i livelli più bassi di partecipazione alla campagna.