Fermare la riduzione dei dirigenti scolastici e contrastare gli accorpamenti tra istituti nei territori montani. È la proposta che Uncem, l’associazione dei Comuni e delle comunità montane, ha presentato a Governo e Parlamento in vista della Legge di Bilancio 2027, con l’obiettivo di tutelare la presenza delle scuole nei piccoli comuni.
La proposta per le aree montane
La richiesta prevede che, dall’anno scolastico 2027/2028, possano essere assegnati dirigenti scolastici anche agli istituti autonomi con meno di 500 alunni. Per le scuole situate nei comuni montani, nelle piccole isole e nei territori caratterizzati da specificità linguistiche, Uncem propone di abbassare la soglia fino a 300 studenti.
Per finanziare la misura, l’associazione indica uno stanziamento di 40 milioni di euro annui. L’obiettivo è evitare la chiusura degli istituti autonomi e limitare il ricorso alle reggenze, il meccanismo attraverso cui un unico dirigente scolastico viene chiamato a seguire più scuole.
Il rischio per i piccoli comuni
Secondo Uncem, la progressiva riduzione delle dirigenze e il conseguente accorpamento degli istituti producono effetti particolarmente pesanti nei territori a bassa densità abitativa. In queste aree, la scuola rappresenta un presidio fondamentale per le comunità locali e la concentrazione delle funzioni amministrative e organizzative in strutture più grandi rischia di allontanare i centri decisionali dai piccoli paesi.
La gestione di plessi distribuiti nelle vallate può inoltre diventare più complessa, soprattutto quando gli istituti comprendono sedi situate in comuni diversi e distanti tra loro. Nel documento viene richiamato anche l’articolo 44 della Costituzione, che prevede specifici provvedimenti a favore delle aree montane.
La richiesta si inserisce nella più ampia strategia di tutela dei servizi essenziali nei territori montani. Uncem sottolinea che la presenza della scuola, insieme a sanità e trasporti, è uno degli elementi necessari per contrastare lo spopolamento. Il tema riguarda direttamente anche le comunità alpine del Verbano Cusio Ossola, dove la distribuzione degli istituti su territori estesi e il numero contenuto di studenti rendono delicata l’organizzazione scolastica.