Alessandro Milan ha vinto il premio letterario Amalago con il romanzo I giorni della libertà. La proclamazione è avvenuta nella tarda mattinata del 19 settembre a Villa Giulia, a Verbania, nell’ambito della cerimonia dedicata alla selezione delle opere finaliste.
Il libro prende spunto da una pietra d’inciampo incontrata dall’autore durante una passeggiata a Milano. Da quel segno della memoria, dedicato a uomini e donne comuni che scelsero di unirsi alla Resistenza, Milan ha sviluppato una vicenda ricostruita attraverso un articolato lavoro di ricerca storica.
Una storia tra Milano e Fossoli
La narrazione si muove tra Milano e Fossoli e richiama le persecuzioni e le separazioni provocate dalla guerra e dalla deportazione. Prima della cerimonia, l’autore ha raccontato l’episodio di una donna costretta a passare davanti al marito, con un mitra puntato alla tempia, senza rivolgergli lo sguardo per evitare che fosse ucciso. Quello sarebbe stato l’ultimo incontro tra i due: l’uomo, trasferito in un campo di prigionia in Germania, non fece ritorno.
Il riconoscimento speciale assegnato dalle studentesse e dagli studenti dell’istituto Ferrini-Franzosini è andato a Ilaria Rossetti per La Fabbrica delle Ragazze. Il romanzo si ispira all’esplosione avvenuta nel maggio 1918 alla fabbrica di munizioni Sutter & Thevenot di Bollate, durante gli ultimi mesi della Prima guerra mondiale, quando negli stabilimenti lavoravano soprattutto donne perché gli uomini erano impegnati al fronte.
Il riconoscimento intitolato ad Agar Sorbatti
L’altro premio speciale, intitolato ad Agar Sorbatti, è stato assegnato a Paolo Iorio e Claudia Carrescia, autori di La Sirena di Posillipo. Il riconoscimento ricorda la prima ingegnera donna delle Marche, indicata come la settima nel Regno d’Italia.
Il romanzo è ambientato nella Napoli del primo Seicento e ricostruisce la carriera della cantante Adriana Basile e del fratello Giovanni. Nel corso della cerimonia, Iorio ha inoltre spiegato che l’opera rappresenta un caso editoriale: pur essendo stata scritta a quattro mani con Carrescia, per scelta dell’editore in copertina compare soltanto il suo nome.