Documenti e testimonianze

Internati militari italiani, la resistenza nei lager nazisti

L’esposizione ricostruisce il rifiuto della collaborazione con il Reich attraverso materiali d’archivio e racconti familiari.

Internati militari italiani, la resistenza nei lager nazisti

La vicenda degli oltre 600 mila Internati Militari Italiani e dei deportati civili nel Terzo Reich sarà al centro della mostra Schiavi di Hitler. L’altra Resistenza, in programma alla Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce. L’inaugurazione è prevista venerdì 4 settembre alle 17.30.

La deportazione dopo l’armistizio

L’esposizione ricostruisce la storia dei militari italiani catturati e deportati in Germania dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Il percorso si sviluppa attraverso memorie, disegni originali, fotografie, documenti d’archivio e testimonianze, con l’obiettivo di restituire il contesto della detenzione e del lavoro forzato nei lager nazisti.

Alla maggior parte dei militari italiani venne proposta la possibilità di collaborare con la Germania nazista o di aderire alla Repubblica Sociale Italiana in cambio del rimpatrio. Molti rifiutarono, scegliendo di restare nei campi nonostante la fame, le umiliazioni e l’impiego coatto. Una decisione che viene ricordata come una forma di resistenza al nazifascismo.

Il 20 settembre 1943 Adolf Hitler decise di escludere i militari italiani dallo status di prigionieri di guerra. Fu loro attribuita la qualifica di Internati Militari Italiani, con la conseguente perdita delle tutele previste dalle convenzioni internazionali. Gli internati vennero quindi utilizzati come forza lavoro al servizio della macchina bellica tedesca.

Il documentario sui prigionieri del Novarese e del Vco

La mostra è realizzata dall’Associazione nazionale ex internati e dal Centro studi Schiavi di Hitler. La curatela è affidata a Valter Merazzi e Maura Sala, con la collaborazione dell’Istituto storico della Resistenza Piero Fornara di Novara.

Durante l’inaugurazione sarà proiettato in anteprima il documentario Quelli che dissero no, realizzato dall’Istituto storico della Resistenza e curato da Enrico Omodeo Salé e Viviana Barucchelli. Il lavoro raccoglie le interviste ai familiari di internati militari originari delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.

All’incontro parteciperanno anche Elena Mastretta, Gianni Galli e Anna Cardano dell’Istituto storico della Resistenza. L’iniziativa si inserisce nel percorso di conservazione della memoria degli italiani deportati e internati durante la Seconda guerra mondiale.

Schiavi di Hitler. L’altra Resistenza resterà visitabile fino a venerdì 11 settembre, negli orari di apertura della Casa della Resistenza. L’ingresso è libero e gratuito. Dal 2025, inoltre, il 20 settembre è riconosciuto in Italia come Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi.