Memoria civile

Manifestazione a Verbania contro l’intitolazione a Sergio Ramelli

Corteo e presidio previsti domenica 27 settembre, con interventi di esponenti dell’Anpi e adesioni di forze politiche e sociali.

Manifestazione a Verbania contro l’intitolazione a Sergio Ramelli

È in programma domenica 27 settembre alle ore 17 la manifestazione organizzata a Verbania Intra contro l’intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli. L’iniziativa è promossa da un gruppo di partiti, movimenti, associazioni, sindacati e sezioni dell’Anpi, contrari alla decisione assunta dalla giunta di centrodestra che governa la città.

Secondo gli organizzatori, l’appuntamento sarà un momento pubblico per ribadire le ragioni dell’opposizione e per difendere una memoria condivisa basata sui valori della democrazia, dell’antifascismo e della Costituzione. Il messaggio scelto per la giornata è La memoria è un bene comune: difendiamola insieme.

Il percorso del corteo

Il ritrovo è fissato al Parco Cavallotti. Da qui i partecipanti raggiungeranno il lungolago con un corteo diretto verso il nuovo spazio situato di fronte a piazza Ranzoni, dove si terrà il presidio conclusivo.

Durante il presidio sono previsti gli interventi di Franco Chiodi, presidente dell’Anpi provinciale del Verbano Cusio Ossola, di Nino Boeti, coordinatore dell’Anpi del Piemonte, e di Massimo Bisca, consigliere dell’Anpi nazionale. La mobilitazione riunisce realtà diverse accomunate dalla contrarietà alla nuova intitolazione.

Le polemiche sulla scelta

Sergio Ramelli venne ucciso a sprangate nel 1975 da estremisti di sinistra. La decisione di dedicargli il tratto del lungolago ha alimentato un dibattito acceso a Verbania, città medaglia d’oro della Resistenza, proprio per il valore simbolico attribuito al luogo.

In queste ore Gigi Bacchetta, sindacalista della Cgil, ha inoltre sostenuto a titolo personale l’importanza di firmare la petizione contro l’intitolazione. In una nota, Bacchetta ha definito il luogo uno dei simboli del sacrificio che ha permesso la nascita della Repubblica e ha contestato l’uso dell’uccisione di Ramelli per richiamare, a suo giudizio in modo provocatorio, le ideologie contro cui si batterono i protagonisti della Resistenza.

La mobilitazione di domenica rappresenterà quindi il momento pubblico scelto dai promotori per esprimere il dissenso rispetto alla decisione della giunta e per chiedere la tutela dei simboli legati alla storia democratica e resistenziale del territorio.