Il dibattito politico sull’intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli ha visto un intervento significativo da parte di Noi Moderati, il quale ha replicato alle critiche mosse dal Partito Democratico. La polemica è emersa il 6 agosto 2026, quando il PD di Verbania ha rilasciato un comunicato che, secondo i moderati, rappresenta un tentativo di monopolizzare la memoria storica.
Noi Moderati sostiene che ricordare una vittima della violenza politica non equivale a esaltare un’ideologia specifica. Ramelli, ucciso a soli 18 anni a causa di un’aggressione politica, rappresenta un caso emblematico che invita alla condanna dell’odio e della violenza, senza che ciò diventi uno strumento per uno scontro ideologico.
Il comunicato di Noi Moderati critica aspramente il linguaggio divisivo utilizzato dal PD, che suggerisce che le posizioni differenti dalla propria debbano essere delegittimate. Tale approccio, avverte il coordinamento provinciale, non è costruttivo per il dibattito democratico e riflette una metodologia propagandistica poco edificante.
Noi Moderati ribadisce che la memoria delle vittime della violenza politica non può e non deve essere selettiva. In una democrazia avanzata, tutte le vittime meritano rispetto, indipendentemente dall’appartenenza ideologica. Secondo il gruppo, il Partito Democratico dovrebbe tornare a concentrarsi su questioni concrete, che interessano la comunità, piuttosto che alimentare polemiche simboliche, che incrementano la divisione sociale.
In conclusione, Noi Moderati chiamano alla necessità di amministratori capaci di unire la comunità piuttosto che utilizzare il passato come un’arma di divisione. Verbania deve affrontare le sue sfide attuali, e non permettere che il ricordo di chi ha sofferto diventi un campo di battaglia politica.