La Regione Piemonte conferma l’impegno a mantenere attivo il servizio dell’ambulatorio infantile della Sacra Famiglia, sede di degenza Raf e riabilitazione a Verbania. A ribadirlo è il sottosegretario alla presidenza Alberto Preioni, intervenuto sulla situazione della struttura e sul rischio di una sospensione delle attività.
La vicenda è stata al centro di un incontro in municipio al quale hanno partecipato il sindaco di Verbania e presidente della Provincia del Vco, Giandomenico Albertella, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e i rappresentanti delle famiglie. Sul tavolo, la possibile interruzione del servizio a partire da ottobre, ipotizzata dalla Sacra Famiglia a causa dei costi di gestione. I genitori hanno raccolto oltre 16mila firme per chiedere la prosecuzione dell’assistenza.
La continuità dei percorsi riabilitativi
Secondo Preioni, la tutela dei bambini con fragilità e la serenità delle loro famiglie devono restare una priorità. Il sottosegretario ha sottolineato che la continuità terapeutica non può essere considerata un aspetto burocratico e ha espresso sostegno all’obiettivo di garantire non soltanto l’erogazione del servizio a Verbania, ma anche la permanenza delle équipe mediche e dei professionisti che già seguono i piccoli pazienti.
Il problema, stando a quanto riferito, riguarda principalmente l’equilibrio economico della struttura. Per superare l’impasse, Preioni indica come possibile soluzione l’allineamento alle tariffe applicate dall’Asl di Biella, attualmente più alte. L’adeguamento, nelle sue valutazioni, consentirebbe di affrontare i costi di gestione e di mettere in sicurezza il futuro dell’attività riabilitativa.
Il monitoraggio della Regione
Preioni ha infine assicurato che seguirà direttamente l’evoluzione del percorso, annunciando un’attività di controllo sui successivi passaggi istituzionali. L’obiettivo dichiarato è trasformare gli impegni emersi dall’incontro in provvedimenti concreti e salvaguardare il diritto alla cura dei bambini. Al momento, il nodo finanziario resta quindi al centro del confronto tra Regione, struttura, amministrazioni locali e famiglie.