Risveglio Umano prende posizione sul progetto dell’Amministrazione comunale per il lungolago di Intra e si rivolge al sindaco di Verbania. In una lettera firmata dal coordinatore cittadino Paolo Caruso e dal coordinatore regionale Giovanni Tondina, il gruppo esprime contrarietà a nuovi interventi nell’area, ritenendo che possano modificare l’attuale assetto paesaggistico e ambientale.
Il richiamo alla storia del lungolago
Nel documento viene ripercorsa l’evoluzione della città, passata da un’economia prevalentemente industriale a una vocazione turistica. Risveglio Umano richiama in particolare il valore dei Giardini Botanici di Villa Taranto, della Riserva Speciale di Fondotoce, del Parco Nazionale della Valgrande, del Museo del Paesaggio e della Biblioteca Civica. Secondo il gruppo, lo sviluppo di Verbania dovrebbe puntare su un turismo rispettoso dell’ambiente e su una cura complessiva del verde pubblico, dei parchi, dell’arredo urbano e dei percorsi pedonali e ciclabili.
La lettera ricorda quindi il concorso di idee progettuali che interessò il tratto compreso tra la tettoia del vecchio porto e il parco Cavallotti. Il concorso fu vinto nel 1988 dall’architetto Giovanni Tortelli, professionista con esperienza nel restauro, nella museografia e negli interventi in contesti storico-monumentali. Tra gli elementi previsti dal progetto vengono citati una visuale prospettica tra il Parco Cavallotti e il centro storico, la permeabilità visiva attraverso la tettoia dell’ex imbarcadero, una nuova distribuzione degli spazi, una fascia verde verso la carreggiata, l’illuminazione, panchine semicircolari e il restauro della tettoia.
I vincoli paesaggistici
Risveglio Umano sottolinea inoltre che il lungolago di Intra, frazione e principale fulcro commerciale del Comune, rientra nel quadro di tutela del Piano Paesaggistico Regionale del Piemonte. La fascia costiera lungo corso Mameli, dal porto vecchio all’ex imbarcadero e in direzione del torrente San Giovanni, sarebbe interessata da vincoli specifici e stringenti.
Nel testo vengono richiamate sia la tutela generale dei 300 metri dalla riva prevista dall’articolo 142 del Codice dei beni culturali, sia l’inserimento dell’area nel Catalogo dei beni paesaggistici del Piano regionale. La protezione, si legge nella lettera, riguarda anche il valore panoramico, storico e morfologico del tratto di costa e la continuità del lungolago tra Suna, Pallanza e Intra, tutelata da provvedimenti storici finalizzati a conservare la visuale dello specchio lacustre e delle quinte arboree.
In conclusione, il gruppo sostiene che il Piano paesaggistico imponga di preservare i coni visivi verso il lago e il profilo montano della sponda lombarda opposta. Per questo giudica inopportuni nuovi interventi sul lungolago di Intra, ritenendo necessario mantenere integre le caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell’area.