Confine fiscale

Frontalieri, il M5S contesta le scelte diverse tra le Regioni

Tassa sulla salute, ristorni elvetici e cantieri viari al centro delle richieste del gruppo territoriale

Frontalieri, il M5S contesta le scelte diverse tra le Regioni

Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle VCO interviene sul tema dei lavoratori frontalieri dopo il dibattito organizzato alla Festa della Lucciola di Villadossola. All’incontro hanno partecipato Stefano De Grandis per la Uil, Romina Baccaglio per la Cisl e Gigi Bacchetta per la Cgil, con la moderazione di Emanuele Vitale.

Al centro del confronto ci sono la tassa sulla salute, i ristorni svizzeri, la viabilità transfrontaliera e le tutele per le persone che ogni giorno attraversano il confine per lavorare. Il M5S concentra l’attenzione sulle diverse decisioni assunte da Piemonte e Lombardia, entrambe regioni di frontiera, rispetto al contributo sanitario.

La tassa sulla salute e i ristorni

Secondo il Movimento, la Lombardia applicherà la tassa sulla salute mentre il Piemonte ha scelto di non introdurla. Una differenza che, secondo il gruppo territoriale, rischia di creare frontalieri di serie A e di serie B, in base alla regione di residenza. Il M5S sottolinea inoltre che il contributo risulta comunque inserito nei bilanci regionali dal 2024, manifestando il timore che la questione possa ripresentarsi in futuro anche in Piemonte.

Un altro capitolo riguarda i ristorni svizzeri. Il comunicato del gruppo riferisce che la Svizzera avrebbe stabilito di versare integralmente le compensazioni finanziarie ai territori che non applicano la tassa sulla salute, mentre le somme non verrebbero corrisposte alle regioni che la applicano, come la Lombardia. L’importo indicato è di circa 50,2 milioni di franchi. Da qui la richiesta di chiarire cosa accadrà quando le regioni di confine non riusciranno più a distribuire ai Comuni le quote previste e quale sarà la posizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Viabilità e iniziative istituzionali

Il Movimento richiama anche le criticità della viabilità transfrontaliera. Tra le opere citate figurano la messa in sicurezza della statale 34 del Lago Maggiore, la galleria paramassi sulla stessa arteria, i lavori sulla statale 337 della Valle Vigezzo tra Re e Ribellasca e il cantiere del ponte sul San Giovanni.

Il M5S VCO denuncia l’assenza di un cronoprogramma chiaro per i cantieri ritenuti strategici per gli spostamenti dei frontalieri. In particolare, il gruppo ricorda che i lavori sulla statale 337, per un valore indicato di 72 milioni di euro, sono iniziati nel 2020 e, secondo quanto sostenuto nel comunicato, non avrebbero ancora tempistiche certe.

Sul piano politico vengono ricordate le iniziative già avviate in Parlamento e in Regione. Tra queste c’è l’interrogazione presentata il 15 gennaio 2026 dai senatori Bruno Marton, Elisa Pirro ed Ettore Antonio Licheri ai ministri della Salute e dell’Economia. Il Movimento cita inoltre un’interrogazione regionale sull’utilizzo dei circa 110 milioni di franchi svizzeri che, secondo il comunicato, il Piemonte avrebbe ricevuto nel 2024.

Tra le richieste avanzate figurano la convocazione del tavolo interministeriale previsto dall’accordo Italia-Svizzera del 2023 e un’azione comune delle istituzioni locali per ottenere da Anas un cronoprogramma sui principali cantieri. Il gruppo propone infine un coordinamento tra sindacati, forze politiche e organi di informazione di Piemonte, Lombardia e Svizzera, annunciando la prosecuzione del proprio impegno sul tema dei diritti dei frontalieri.