Cordoglio agli allevatori

Pasturs ricorda Pietro Maria Fiori dopo la tragedia in quota

Il 35enne lombardo è deceduto per intossicazione da monossido di carbonio durante l’esperienza sull’Alpe Devero.

Pasturs ricorda Pietro Maria Fiori dopo la tragedia in quota

Il progetto Pasturs ricorda Pietro Maria Fiori, il 35enne lombardo morto nella tragedia dell’Alpe Devero, in Ossola, a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio. Il giovane si trovava nella zona nell’ambito dell’iniziativa, che coinvolge volontari disposti a trascorrere un periodo in alpeggio per affiancare gli allevatori nelle loro attività.

Il ricordo dei promotori

Nel messaggio diffuso dai promotori e dai volontari, Pietro viene descritto come una persona determinata e profondamente legata alla montagna. A colpire chi lo aveva incontrato era stato, in particolare, il suo arrivo al corso di formazione del progetto: nonostante la pioggia battente, il giovane si era presentato in bicicletta e con il sorriso, deciso a partecipare.

Quel gesto, spiegano da Pasturs, aveva mostrato fin dall’inizio la sua passione per l’ambiente montano e la volontà di mettersi in gioco nell’esperienza condivisa con gli allevatori. Il progetto riunisce infatti una rete di volontari che scelgono di vivere per un periodo in quota, offrendo il proprio supporto nelle attività degli alpeggi.

La vicinanza alla famiglia

Nel momento di dolore seguito alla sua scomparsa, i promotori hanno espresso vicinanza alla famiglia e alle persone care di Pietro. Un pensiero è stato rivolto anche agli allevatori Janis e Francesco, coinvolti da vicino nella vicenda e destinatari, secondo il messaggio, del sostegno della comunità che ruota attorno all’iniziativa.

Pasturs ha inoltre ringraziato i numerosi volontari che si sono offerti di tornare in quota per aiutare concretamente i due allevatori in questa fase difficile. Il gruppo ha ricordato anche i messaggi ricevuti da DifesAttiva, Legambiente e WWF Italia, oltre che dalle istituzioni, da singole persone e da altre realtà.

La rete di sostegno attivata dopo la tragedia, sottolineano i promotori, rappresenta un aiuto importante per affrontare il momento. Il ricordo si conclude con un messaggio rivolto a Pietro e con l’auspicio che le montagne a cui era legato possano accoglierlo nel loro abbraccio più grande.