Scontro politico

Verbania, Brezza replica sulla polemica per Sergio Ramelli

Il segretario provinciale dem contesta le accuse dell’associazione e chiede chiarimenti sulle scelte dell’amministrazione.

Verbania, Brezza replica sulla polemica per Sergio Ramelli

Non si spegne a Verbania il confronto politico sull’intitolazione di uno spazio pubblico a Sergio Ramelli. Dopo il dibattito in consiglio comunale, Riccardo Brezza, segretario provinciale del Partito Democratico, ha replicato al comunicato dell’associazione Cultura&Tradizione, intervenuta in solidarietà del consigliere Massimo Guaschino.

Nel suo intervento, Brezza respinge le accuse rivoltegli e riferisce di essere stato insultato al termine della seduta. Secondo il dirigente dem, Guaschino gli avrebbe detto che fa schifo e che si deve vergognare. Dichiarazioni che Brezza attribuisce al consigliere e che utilizza per contestare all’associazione la richiesta di rispetto reciproco, sostenendo che lo stesso principio avrebbe dovuto essere applicato anche nei suoi confronti.

Il confronto sull’intitolazione

Brezza difende la scelta di aver presentato un’interpellanza e di aver posto domande all’amministrazione comunale. A suo giudizio, la legittimazione elettorale non esclude la possibilità di ricevere critiche o richieste di chiarimento. Il segretario provinciale del Pd sostiene inoltre che la discussione in aula fosse necessaria per comprendere come sia maturata la decisione sull’intitolazione, ritenendo insufficiente il ricorso all’accesso agli atti.

Nel comunicato, aggiunge, non sarebbe stata affrontata la questione relativa alla definizione di Pd, Anpi, Cgil e Alleanza Verdi e Sinistra come una "mafia antifascista". Brezza chiede parole altrettanto nette su questo punto e considera grave l’accostamento tra chi contesta l’intitolazione e l’odio politico che portò alla morte di Ramelli.

Le accuse e la richiesta di chiarezza

Il rappresentante dem precisa di condannare senza riserve l’uccisione di Ramelli, ma rivendica il diritto di mettere in discussione una scelta legata alla memoria pubblica della città. Nel testo prende atto che Cultura&Tradizione rivendica la proposta di intitolazione e che Guaschino avrebbe partecipato a una commemorazione di CasaPound in rappresentanza dell’associazione. Allo stesso tempo, riferisce della dichiarata estraneità del consigliere alle realtà citate nella sua interpellanza.

La conclusione della replica è una riaffermazione del ruolo del consiglio comunale e della responsabilità degli amministratori. Per Brezza, tutti possono proporre un’intitolazione e tutti possono contestarla, perché la memoria della città appartiene all’intera comunità. Il segretario Pd afferma quindi che gli insulti ricevuti fuori dall’aula non lo faranno rinunciare a chiedere chiarimenti durante i lavori consiliari, mantenendo però un tono fortemente critico verso l’associazione e i suoi esponenti.